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LA NUOVA PESA

LA NUOVA PESA
LA NUOVA PESA
un luogo unico per dare spazio all'arte più innovativa
LA NUOVA PESA
La nuova pesa

Nel 1959, al primo piano del palazzo di via Frattina, sotto l’unico balcone di marmo tra tanti balconcini di ferro del periodo umbertino di cui si fregia la strada, apre la Galleria d’Arte La Nuova Pesa. A fondarla è l’imprenditore Alvaro Marchini che, nel corso degli anni, si avvale dei consigli di Renato Guttuso. La Galleria si pone come il punto di riferimento del neorealismo e come la risposta ai linguaggi imposti dall’informale prima, dall’espressionismo astratto americano, dalla pop-art e dall’arte povera poi, attraverso una serie di esposizioni di grande rilievo.  Nel 1961 la Nuova Pesa si trasferisce in via del Vantaggio inaugurando la nuova sede con una mostra di disegni e ceramiche di Pablo Picasso. A seguire, le mostre di Ottone Rosai, Renato Guttuso, Giacomo Manzù, fino alle antologiche di Mario Sironi, Antonietta Rapaël e alla personale di Fernand Legér. La galleria si fece anche promotrice della giovane arte italiana, quella di Ugo Attardi, Antonio Del Guercio, Fernando Farulli, Alberto Gianquinto, Piero Guccione, Dario Micacchi, Duilio Morosini, Renzo Vespignani, con uno sguardo attento alla storia corrente con la retrospettiva Omaggio a e la mostra di Franco Angeli. Afflitto dall’atmosfera politica di quegli anni, Alvaro Marchini decise nel 1976 di interrompere l’avventura. ma dopo un decennio di sospensione, nel 1985 la figlia Simona Marchini sceglie di riaprire la galleria come Centro Culturale. Per proseguire e valorizzare il percorso del padre.

Alla base di tutte le iniziative il desiderio di mettere in luce momenti e artisti sui quali si vuole ingiustamente mettere un velo e che, al contrario, offrono elementi necessari a comprendere le radici dell’arte contemporanea italiana ed internazionale.

Oggi è un luogo unico, con sede in Via del Corso 530 dove sono ospitati tutti i nuovi esperimenti, i miscugli artistici, le forme di ibridazione creativa, l’arte contemporanea più in generale, quella che accade quando i confini sembrano non essere più tanto netti e il tratto artistico prova nuove strade per rivelarsi in maniera bizzarra e sorprendente, esplorando anche fotografia, cinema e letteratura. Tutto questo grazie a Giacomo Zaza: è direttore artistico dal 2004.

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