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La creatività va pagata

La creatività va pagata
La creatività va pagata
Basta al lavoro creativo mal pagato o richiesto gratuitamente. Alla protesta si aggiunge un video. Ed è un successo
#saynotospec
La creatività va pagata
La creatività va pagata | Basta al lavoro creativo mal pagato o richiesto gratuitamente. Alla protesta si aggiunge un video. Ed è un successo

Se sei un creativo, conosci perfettamente il problema: spesso la tua professione viene vista come un hobby e di conseguenza ne viene sottovalutata la remunerazione economica. Un cruccio che accomuna tutti coloro che lavorano con idee e progettualità, che spesso vengono considerate rimborsabili al massimo con una sedicente visibilità. Questa volta il tema dell’immoralità del lavoro creativo e intellettuale richiesto e quasi sempre offerto gratuitamente è diventato virale. Zak Mroueh, fondatore dell’agenzia canadese Zulu Alpha Kilo, ha ideato e diretto un video dal titolo Say no to spec per rilanciare la campagna #SayNoToSpec, condotta sui social e su Medium.com.

Il successo della campagna #SayNoToSpec
Mroueh racconta che il tutto è nato da esperienze personali e di colleghi. «Circa cinque anni fa, come agenzia, - spiega - abbiamo iniziato a rifiutare potenziali clienti che non avevano intenzione di pagare le nostre idee, malgrado fossimo solo una piccola startup. C'è chi si è arrabbiato, chi ci ha chiamato pazzi, ma c'è stato anche chi è rimasto incuriosito dal nostro modo di operare». La Zulu Alpha Kilo, ora, è in crescita esponenziale e si è presa anche una bella rivincita proprio con il video in questione, diventato subito virale e con oltre un milione e mezzo di view nella sola prima settimana online. Nel filmato appare chiaro come chiedere a un corniciaio o a un ristoratore di venir pagato solo con ringraziamenti e belle parole sia una proposta semplicemente folle e la domanda che aleggia per tutto il video è perché le idee non debbano essere ugualmente retribuite.

«Vorrei che clienti e agenzie - conclude Mroueh - accantonassero questo modo di operare obsoleto, che è un male per tutti, non solo per i creativi. Diversi anni fa, ad esempio, fui terribilmente scoraggiato dallo scoprire che un nostro progetto era stato ripreso da un cliente e utilizzato a livello mondiale senza alcun tipo di riconoscimento o risarcimento per l'agenzia». Una vicenda purtroppo comune a molti.

 

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