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Itinerario tra gli Speakeasy della capitale

Itinerario tra gli Speakeasy della capitale
Itinerario tra gli Speakeasy della capitale
un percorso a colpi di parole d'ordine
Itinerario tra gli Speakeasy della capitale
Itinerario tra gli Speakeasy della capitale

Stati Uniti, anni '20: siamo in piena era proibizionista, momento storico in cui la vendita, la produzione e  il trasporto di bevande alcoliche sono impedite. E' in questo scenario che nasce una realtà parallela a quella da tutti conosciuta in cui parole segrete e sussurrate, spazi nascosti e scambi sottobanco creano una vera e propria dimensione, quella degli speakeasy, ovvero spazi clandestini ricavati da ambienti nascosti dove potersi divertire e concedersi un cocktail. Da qualche tempo a Roma gli speakeasy proliferano, alzando la qualità media del bere in città grazie a cocktail raffinati e sopra le righe. Nascosti in un ristorante, mimetizzati tra i portoni in strada o celati all'interno degli stessi bar, in questi angoli nascosti il barman si trasforma nel migliore amico mai avuto, con cui bere un drink unico e fare due chiacchiere a notte fonda. Niente insegne luminose, né grandi vetrate, perché gli speakeasy devono essere difficili da trovare. 

Nei secret places o speakeasy l'ingresso avviene rigorosamente con la parola d'ordine, parola che la leggenda attribuisce Kate Hester, gestore di un saloon che era passato all'illegalità per servire alcolici, mantenendo il locale semi-segreto e imponendo regole tra cui prima fra tutte il parlare a voce bassa. Ecco cinque destinazioni da scoprire nella capitale, previa parola d'ordine.

Jerry Thomas
Partiamo dal Jerry Thomas, dove ogni sera si respira un'atmosfera in pieno stile Grande Gatsby: pareti scure, divanetti bassi, specchi dorati, qui i barman indossano gilet ed elastico sulle maniche della camicia mentre i cocktail vengono serviti in tazze di ferro con ingredienti segreti e particolari. Nascosto in un piccolo vicolo dietro Corso Vittorio Emanuele, si bussa ad un portoncino anonimo e l'ingresso è consentito solo a chi usa la parola d'ordine che cambia spesso; è proibito dormire sui tavoli, parlare di politica e di religione. Fra le regole del locale, la più importante di tutte: il Bartender ha sempre ragione! 

The Race Club
Proseguiamo il nostro itinerario e arriviamo in via Labicana, a due passi dal Colosseo dove, tra sour e marmitte, entriamo nel Race Club: apparentemente un'officina meccanica, nel suo seminterrato è nascosto uno speakeasy a tema in cui il connubio tra motociclismo e club privato conferisce un carattere particolare al club. Oltre la rampa di scale, luci soffuse e dettagli vintage contrastano con la presenza di un'officina di moto in cui trascorrere momenti piacevoli gustando uno dei cocktail preparati dal bartender.

The Barber Shop
Barbiere di giorno, con sedie girevoli, cere e arricciabaffi, club clandestino di notte: in questo speakeasy alle spalle del Colosseo solo drink come nella migliore delle tradizioni anglosassoni. Musica live di sottofondo, il locale vi conquisterà ancor prima di sedervi per sorseggiare il primo cocktail. L'accesso è consentito solo ai soci con tessera.

Club Derrière
Niente vino o birra, cibo, ma solo whisky, tequila, rum e gin sul bancone di questo locale. E soprattutto dodici miscelature creative: in questo speakeasy incastonato nell'Osteria delle Coppelle, è possibile gustare cocktail di qualità a due passi dal Pantheon e Piazza Navona. Entrando nel ristorante, nascosto dietro un’anta, che si aprirà solo dopo aver sussurrato la parola d’ordine, troverete questo club privato: ricordatevi che si parla di uno speakeasy, l’inaspettato è un must. 

Capone's
In questo speakeasy criminal friendly in zona Ostiense dall'atmosfera retrò e stile anni '30, si suona al campanello e lo spioncino si apre chiedendo la parola d'ordine. Qui casse di whisky e liquori prendono il posto dei tavolini, il cocktail bar è curato nei minimi dettagli, parola d'ordine compresa.

- LE OPERE -
Jerry Thomas
The Race Club
The Barber Shop
Club Derrière