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IRMA CIPOLLETTA

IRMA CIPOLLETTA
IRMA CIPOLLETTA
Foto di Antonio Barrella
IRMA CIPOLLETTA
IRMA CIPOLLETTA

«Fin da piccola sono stata una bambina molto curiosa, che amava lavorare di fantasia. La figura di mia nonna ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita sia personale che professionale: è grazie a lei che ho iniziato a trasformare le mie idee in progetti e i progetti in realtà, lavorando con le mani».

Per arrivare fino a qui Irma ha seguito un percorso lungo e ramificato.

Laureata in architettura, ha studiato anche design, pittura e scultura. Ha lavorato presso la Maison Fendi e, fulminata dal mondo dell’alta moda, ha deciso di abbracciarlo e farne la sua professione. Complici di questa scelta la sua indomabile fantasia, gli insegnamenti della nonna e anche quell’odore penetrante dei pellami che alla Maison Fendi la accompagnava ogni giorno lungo le scale, prima di entrare in ufficio.

«Architettura e moda sono fantasia, equilibrio e colore. Per me sono due mondi molto vicini. Penso che l’approccio progettuale sia il medesimo in entrambi i settori. Il bravo architetto, come il bravo stilista, lavora con creatività e metodo, coniugando abilità artigiana e materiali di prima qualità. Il Made in Italy, il saper fare italiano e la cura dei dettagli sono una risorsa preziosa che, sia nell’architettura che nella moda, è importante esaltare in ogni progetto».

Decisa e convinta di queste idee, Irma Cipolletta ha creato un brand frutto di un vero e proprio sincretismo creativo. Moda, design e architettura si fondono in un prodotto nuovo, che esprime tutta la curiosità della creatrice per la sperimentazione su volumi e materiali. Le sue borse nascono partendo dal presupposto che ognuna di esse

deve essere pronta a contenere un mondo fatto di quotidianità, di sogni e di desideri, in modo non poi così diverso da una casa, perché «la borsa e la casa rappresentano la sfera intima di una donna. Entrambe racchiudono i sogni e le aspettative per il futuro, ma anche la storia del proprio passato. Entrambe sono un rifugio».

La storia è stata raccontata da Ginevra Lamberti, scrittrice.

- SPAZI E LAVORI -