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InternoEnki teatro

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Foto di Antonio Barrella
InternoEnki teatro
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Collettivo InternoEnki prende il nome dal dio sumero che rappresenta la Sapienza, ma la lettura è duplice e ironica: Inter nos enki (tra non c'è sapienza) o Inter no enki (tra noi nessuna sapienza). Il collettivo nasce intorno alla carismatica figura di Terry Paternoster, che già ai tempi dell'università s'interessa all'organizzazione di un piccolo teatro di provincia, a Canale Monterano, sotto la guida del maestro Vito Cipolla. Siamo nel 2000, il piccolo teatro riesce a imporsi subito come una realtà vitale e molto amata dal pubblico; ciononostante otto anni dopo verrà chiuso, e questo darà la spinta a fondare il Collettivo InternoEnki.

La sede nei primi anni è nel centro sociale di Roma: Zona Rischio. Terry, a cui si affianca Donato Parternoster, lavora con gli attori come in delle jam session. Il loro è un teatro “in-civile”, ovvero uno strumento di controinformazione, fuori dalla “retorica dei buoni costumi”. La loro “prima opera incompiuta”, come amano definirla, è La iatta mammona, spettacolo ispirato a una vicenda vera occultata dal Vaticano, selezionato al Napoli Fringe Festival del 2012, mentre M.E.D.E.A. Big Oil, un'opera di denuncia contro il dissesto provocato dall'estrazioni petrolifere in Basilicata, si aggiudicherà il Premio Scenario per Ustica 2013.

Il collettivo rivendica una drammaturgia lontana dalle “regole conclamate”, in questo senso più che sperimentale: “anti-grammaticale”, dissacrante. La sua idea di politica, così come di teatro, è ispirata alla partecipazione collettiva, che era propria della Polis, un'idea anche coraggiosamente “folle” per una compagnia indipendente, che però non ha paura di lavorare con molti attori. A sottolineare questa dimensione corale, Terry Paternoster conduce anche un laboratorio di “drammaturgia concertistica” con gli studenti dell'Università La Sapienza di Roma. L'ultima sfida di Terry è una webserie Welcome to Italy, incentrata su Radio Baobab, una radio indipendente gestita da cittadini di origine straniera.

La storia è stata raccontata da Christian e Veronica Raimo, scrittori.

 

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