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Insolite “affinità elettive”

Insolite “affinità elettive”
Insolite “affinità elettive”
a Roma, corrispondenze e suggestioni da De Chirico a Burri
Insolite “affinità elettive”
Insolite “affinità elettive” | a Roma, corrispondenze e suggestioni da De Chirico a Burri

Un gioco di spunti e rimandi tra le opere e di accostamenti inediti di capolavori attende il visitatore alla mostra Affinità elettive, allestita presso la Galleria d’Arte Moderna di Roma, fino al prossimo 13 marzo. Per la prima volta si fronteggiano due prestigiose collezioni del Novecento, quella della Fondazione Magnani Rocca di Parma e quella della Galleria d'Arte Moderna di Roma. L’esito del confronto determina equilibri inediti e attribuisce nuovi significati alle 80 opere esposte, che riescono a ridisegnare con rara precisione le dinamiche e le relazioni artistiche intercorse in 40 anni, in un periodo compreso tra gli anni Venti e gli anni Sessanta. A raccontare il valore dell’espressione artistica in quel lasso di tempo, sono direttamente i suoi maestri: da De Chirico a Guttuso, da Capogrossi a Balla, da Casorati, a Sironi, Carrà, Mafai, Scipione fino ad arrivare alle ricerche informali di Alberto Burri. Il gioco de rimandi sembra non placarsi, coinvolgendo anche artisti come Marino Marini e Giacomo Manzù, Ettore Colla r Leoncillo, Mafai e Scialoja, Gino Severini e Alberto Savinio. A rendere ancora più suggestivo il percorso, la musica che accompagna la visita, dalla prima all’ultima opera, in un nuovo gioco di rimandi anche sonori. Per suscitare ancora più emozioni e coinvolgimento. L'esposizione è arricchita da opere provenienti dal Macro-Roma e dalla Casa Museo Alberto Moravia. A sigillo della rassegna, una sezione di opere grafiche dedicata alle acqueforti di Giorgio Morandi.

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