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IL TEMPO DI CARAVAGGIO

IL TEMPO DI CARAVAGGIO
IL TEMPO DI CARAVAGGIO
CAPOLAVORI DELLA COLLEZIONE DI ROBERTO LONGHI
IL TEMPO DI CARAVAGGIO
IL TEMPO DI CARAVAGGIO | CAPOLAVORI DELLA COLLEZIONE DI ROBERTO LONGHI

Fino al 13 settembre le Sale di Palazzo Caffarelli, ai Musei Capitolini, ospitano “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi”. La mostra, curata da Maria Cristina Bandera, direttore scientifico della Fondazione Longhi, è un omaggio alla raccolta dei dipinti caravaggeschi del grande storico dell’arte e collezionista Roberto Longhi, a 50 anni dalla sua scomparsa. Nella sua dimora fiorentina, villa Il Tasso, oggi sede della Fondazione che gli è intitolata, raccolse una maestosa raccolta di opere e tra queste, il centro nevralgico è quello che comprende le opere del Caravaggio e dei suoi seguaci.

In mostra il famoso "Ragazzo morso da un ramarro" del Caravaggio e oltre quaranta dipinti degli artisti che nel secolo XVII hanno l’influenza del pittore. Caravaggio ha rappresentato, nella storia dell’arte mondiale, un punto di non ritorno: la sua pittura riesce a dare una forma tridimensionale ai soggetti rappresentati, quasi sempre privi di sfondo, grazie ad uso della luce, fotografica ante litteram, che enfatizza e drammatizza i volti ed i corpi raffigurati, come pronti ad uscire dalla tela.  Sono esposte le opere di quegli artisti che per tutto il secolo XVII sono stati influenzati da quella rivoluzione figurativa. Tra le opere esposte è possibile ammirare: le tre tele di Carlo Saraceni, “l’Allegoria della Vanità”, una delle opere più significative di Angelo Caroselli; “l’Angelo annunciante” di Guglielmo Caccia, “Maria Maddalena penitente” di Domenico Fetti, l’“Incoronazione di spine” di Pier Francesco Mazzucchelli. Tra i grandi capolavori del primo caravaggismo spiccano le cinque tele raffiguranti Apostoli del giovane Jusepe de Ribera e la “Deposizione di Cristo” di Battistello Caracciolo, tra i primi seguaci napoletani del Merisi. La “Negazione di Pietro” è poi il grande capolavoro di Valentin de Boulogne, recentemente esposto al Metropolitan Museum of Art di New York e al Museo del Louvre di Parigi, la cui ambientazione è un preciso riferimento alla famosa Vocazione di San Matteo di Caravaggio.

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