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Il paese delle fiabe

Il paese delle fiabe
Il paese delle fiabe
Sant’Angelo di Roccalvecce
Il paese delle fiabe
Il paese delle fiabe

Da qualche anno una piccola frazione di Viterbo è diventata meta di pellegrinaggio per la sua nuova veste, che ha di fatto modificato la parte periferica del capoluogo di provincia. Si tratta di Sant’Angelo di Roccalvecce, ormai noto come il paese delle fiabe… andiamo a scoprire perché!

Grazie all’associazione culturale Acas - presieduta da Gianluca Chiovelli - è nato un progetto di riqualificazione che comprende circa 50 murali riguardanti le fiabe che hanno animato la nostra infanzia e che ancora ci fanno sognare ed emozionare. È bene ricordare che questa magia è frutto in primis di autofinanziamento ma anche di generosità da parte di visitatori e abitanti del luogo.

La fiaba raccoglie in sé millenni di storia e saggezza simbolica che, magari dimenticate, si sprigionano di nuovo dalle grandi pareti di Sant’Angelo, accese di colore e fantasia”, così il presidente dell’associazione.

Molte fiabe sono state rappresentate da un’istituzione della street art romana, Tina Loiodice, curatrice della galleria Spazio 40 a Trastevere ma, soprattutto, autrice di importanti progetti che hanno trasformato – rivalutandoli – alcune stazioni della metropolitana di Roma.

Tina, direttrice artistica del progetto, ha realizzato Don Chisciotte, il cavaliere spagnolo che “decise d’andar per il mondo con le sue armi e il suo cavallo a cercare avventure”, una dolcissima Alice nel paese delle meraviglie con il fedele orologio che segna le 11 e 27 minuti, poiché il murale è stato inaugurato il 27 novembre 2017.

La collaborazione tra le artiste Isabella Modanese e Cecilia Tacconi ha dato vita ad un’emozionante rappresentazione dell’immenso coraggio di Hansel e Gretel, una delle fiabe più amate dai bambini. Isabella ha realizzato anche Il libro della giungla e Alì Babà e i Quaranta Ladroni, mentre di Cecilia possiamo ammirare Il giro del mondo in 80 giorni. E ancora… I musicanti di Brema realizzato da Rame13, l'eclettica artista il cui nome d'arte ricorda il colore dei suoi capelli e l'anagramma di "mare", tema attorno a cui ruotano molte delle sue opere.

Lidia Scalzo, una delle artiste coinvolte, ha dichiarato: “Le fiabe possono essere espressione della nostra anima. I numerosi personaggi che la compongono, sia animali che umani, mostrano pregi e difetti che ci rappresentano anche quando mostrano desideri, difficoltà, speranze e furbizia, praticamente la crescita che ognuno affronta nella vita".

Ovviamente non possono mancare i Pinocchi! Sono 11 formelle e raffigurano molti dei coprotagonisti della nota fiaba di Collodi. A realizzarli è stato Gabriel Decarli, un artista civitavecchiese che spesso crea delle vere opere d’arte utilizzando materiale da riciclo. Le formelle, invece, sono state realizzate da Daniela Lai. Nel dettaglio si tratta di un’opera pittorica su peperino cotto, rivestito da un leggero strato di smalto, decorata con i soli toni del bruno manganese.

L’artista Stefania Marchetto, più nota come SteReal, ha reso omaggio a La spada nella roccia, lo straordinario romanzo che racchiude storia, leggenda e fantastico con un murale finanziato da Alberto Chiovelli. Oltre a Pinocchio, Alessandra Carloni ha rappresentato un’importante realtà del territorio, ovvero Civita di Bagnoregio, la celebre Città che muore.

- LE OPERE -