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Il MURO

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Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
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Il primo Novecento segnò l’epoca d’oro delle riviste culturali italiane, che rivestirono un’importanza estetica, morale e politica mai più conosciuta. Eppure da anni, complici le possibilità offerte dalla rete, si assiste a un interessante rinascimento del fenomeno della rivista di cultura. Proprio dalla rete prende le mosse “Il Muro ”, blog sull’arte che, trasformatosi ben presto in associazione culturale, nel 2015, avvalendosi di sponsor privati, diventa testata bimestrale. Alla pubblicazione cartacea si coniuga quella online, bilingue.  Pur avendo collaboratori dislocati su tutto il territorio nazionale, il collettivo redazionale ha sede a Latina: il territorio pontino è punto di partenza per un’investigazione che ha poi più ampio respiro internazionale. Nella rivista, la cui copertina è coraggiosamente muta, si spazia dall’arte dei musei a quella visiva, dalla musica alla letteratura, in un dialogo trasversale e costante tra le discipline, favorito dall’estrazione variopinta di collaboratori e redattori: storici dell’arte, del cinema, archeologi, psicologi, sociologi. Una pluralità di voci amalgamata dall’intento di promuovere con piglio critico una lettura lenta e un dibattito sull’arte in chiave contemporanea. Più che al muro disgregativo dei Pink Floyd (per non parlare dei muri della Storia più o meno recente), è al muro beffardo di Sartre che si guarda: una superficie costringente che pure, all’occhio buono, può lasciare intravedere varchi montaliani (la maglia rotta nella rete). La testata è spesso presente a manifestazioni culturali, occupandosi anche della loro organizzazione: è il caso di “Potere alle Storie”,Festival della Narrazione di Latina, promosso da Magma, da cui è stato tratto un numero speciale. Anche questa sembra l’evoluzione coerente delle vecchie gloriose riviste.

La storia è stata raccontata da Simone Ungaro, scrittore.

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