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IL MURO DEL CANTO

IL MURO DEL CANTO
IL MURO DEL CANTO
Foto di Antonio Barrella
IL MURO DEL CANTO
IL MURO DEL CANTO

Il Muro del canto è una formazione musicale di sei componenti – Daniele Coccia, Ludovico Lamarra, Alessandro Pieravanti, Eric Caldironi, Giancarlo Barbati, Alessandro Marinelli – attiva a Roma da cinque anni. “Abbiamo tutti un altro lavoro che spesso non c'entra nulla con la musica – racconta il bassista Lamarra – ma forse proprio questo è l'elemento di forza del gruppo: chi fa il metalmeccanico, chi l'impiegato, tutti però precari. Suonare per noi è un investimento di tempo ed energie, a volte ci pagano una birra a volte un rimborso minimo. Per questo quello che cantiamo è un'immaginario che viviamo in prima persona”. L'idea di cantare in romano viene dalla prima canzone Luce mia scritta dal cantante Coccia. “Il romanesco non esiste più, ne rimane una calata oramai accettata da tutti e quindi in questo ci facilita” dice Lamarra “ma resta ovviamente il carattere irriverente e cinico, compreso l'anticlericalismo tipico del Belli e di Trilussa”.

 

La band ha una forte connotazione cantautoriale, popolare e narrativa. Nel primo album L'Ammazzasette (2012) l'immaginario è quello di Gabriella Ferri: canti popolari, storie d'amore e di coltello, gelosia e amori faticosi, insomma la tradizione romana per l'amore meldetto. In Ancora ridi (2013) c'è un suono più ruvido e una tematica più sociale. Si cantano e raccontano gli ultimi, i precari e l'ostinazione ad andare avanti sempre e comunque. Importante per la band la dimensione live per il legame particolare con il pubblico: “vogliamo abbattere il muro tra il palco e il pubblico, per questo facciamo molte date anche se è difficile trovare spazi”.

Il Muro del canto ha partecipato alla prima raccolta della canzone romana del nuovo millennio, Mamma Roma addio con Remo Remotti e Ardecore. Con gli Assalti Frontali è nata la collaborazione per il singolo Il lago che combatte, iniziativa a sostegno dei comitati di zona per il lago dell'ex Snia sulla Prenestina, nato da un abuso edilizio. A breve il Muro del canto entra in studio per incidere il terzo album.

La storia è stata raccontata da Stefano Ciavatta, scrittore.

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