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Il Mercato di Testaccio

Il Mercato di Testaccio
Il Mercato di Testaccio
molto più di un semplice mercato
Il Mercato di Testaccio
Il Mercato di Testaccio

100 banchi, 100 storie, 1000 prodotti: il Mercato di Testaccio è molto più di un semplice mercato. Realizzato in uno dei più storici rioni romani, tra via Beniamino Franklin, via Alessandro Volta, via Aldo Manuzio, via Lorenzo Ghiberti, la nuova struttura ha sostituito definitivamente il vecchio mercato, quello che una volta sorgeva nell'attuale piazza Testaccio. Con le sue linee moderne che svettano verso l'alto, la struttura in vetro e acciaio che lascia filtrare squarci di luce all'interno, il nuovo mercato si inserisce perfettamente in un'area dove le antiche osterie e le vecchie strutture post-industriali stanno facendo largo al moderno: nuove destinazioni d'uso, ammodernamenti realizzati con un occhio alle esigenze dei residenti ma anche a nuove attrattive in grado di rendere l'antico Rione un punto d'interesse non solo per la storia che lo ha reso celebre, ma anche per il nuovo. Con le piccole botteghe, gli studi di musicisti e artisti, musei moderni e a cielo aperto in grado di ospitare alcuni tra i più interessanti festival della capitale, Testaccio si è affermato negli ultimi anni come punto di riferimento per l'arte contemporanea, la street art, i murales, i nuovi spazi per creativi, le tendenze in tema di street food.

E' proprio al Nuovo Mercato di Testaccio che Alice Pasquini, una delle più note street artist romane, ha realizzato un murale che ritrae l'amore tra due donne: l'opera visual celebra la giornata mondiale della gentilezza comunicando un messaggio di unione e di integrazione. #KindComments vuole infatti incoraggiare i passanti e gli utenti Instagram in generale (piattaforma su cui è stata lanciata l'iniziativa) all'uso della gentilezza e all'inclusione, promuovendo un comportamento positivo contro l'hate speech.

Oggi i banchi dei veterani si alternano alle proposte più innovative: dalle materie prime originali e uniche, ai complementi d'arredo, accessori vintage e antiche manifatture, dallo street food messicano e giapponese a quello romano, ma anche banchi originali che propongono metodi alternativi per la raccolta ed il riciclo della plasitca. Il risultato è un vero e proprio melting pot, un connubio tra una Roma autentica, capace di incantare e di sperimentare. Perfetto per chi è alla ricerca di prodotti freschi, autentici e genuini, è un luogo che sorprende per la sua varietà, i colori saturi, la luce che filtra attraverso le fessure gli odori pungenti, le vecchiette di quartiere che si mescolano ai turisti incuriositi e attratti dagli odori genuini e locali della pasta fatta come una volta, dove si trova anche abbigliamento, calzature, accessori e ogni genere di articoli per la casa. Il rigore geometrico, il bianco e la pulizia delle linee creano un piacevole contrasto con i colori delle merci, la vitalità dei banchi e il via vai di tutte le persone che usufruiscono dello spazio.

Se tutto questo non fosse sufficiente a dedicare una visita al Mercato, basterà sapere che nei sotterranei c’è un mondo tutto da scoprire: anni di scavi e restauri hanno infatti riportato alla luce i resti di un antichissimo horreum, un magazzino di stoccaggio di epoca romana, che ancora conserva centinaia di anfore e reperti. Da questo magazzino è stato ricavato il Museo Sottosopra, che con i suoi reperti e la sua storia antica saprà stupire grandi e piccini facendoli appassionare all'archeologia. Concepito sulla falsa riga dei mercati all'aperto nelle piazze di Roma (aperto su tutti e quattro i lati, coperto e protetto da sole e acqua ma con pannelli trasparenti e traforati da cui filtrano luce e aria), il progetto è stato realizzato dell’architetto Marco Rietti. Ora finalmente Roma ha un mercato bello da vivere e anche da guardare. 

 

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