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Per Ananke - Officine di teatro sociale

Per Ananke - Officine di teatro sociale
Per Ananke - Officine di teatro sociale
Per Ananke - Officine di teatro sociale
Per Ananke - Officine di teatro sociale presso la Casa di reclusione di Rebibbia Femminile - sez. Alta Sicurezza

Il muro, a volte, è così alto che quasi non si riesce a vedere il cielo. Il muro è quello dell'istituto di pena, nello specifico della casa di reclusione di Rebibbia. Alta sicurezza fuori, massima insicurezza dentro, dove le donne rischiano di perdere la voglia di rimboccarsi le maniche e il piacere di curare il proprio corpo. Così, l'associazione Per Ananke ha deciso di portare una sorta di scossa creativa in carcere grazie al teatro. Il progetto nasce per dare parola alle detenute, ai loro sogni e sentimenti, oltre che per farle incontrare e confrontare tra di loro. L'attività teatrale, grazie alla sua funzione terapeutica e pedagogica, è una spinta verso il cambiamento e il miglioramento: lo spettacolo costituisce un modo di unire l'esterno con l'interno, il mondo interiore ed esteriore di una persona anche in una struttura carceraria.

In questo modo, anche il carcere femminile diventa un nuovo luogo del fare, creare ed elaborare storie attraverso laboratori teatrali curati dal regista Francesca Tricarico. Un luogo dove fare teatro significa avere poco tempo per provare, per viverlo e sentirlo proprio, a causa delle rigide regole e degli orari limitati legati alla vita di reclusione. Eppure la volontà e la passione delle detenute non mancano mai, perché imparare a stare su un palco, è il più divertente e intenso, oltre che lecito, modo di evadere.
Le Donne del Muro Alto denunciano una sorta di maschilismo latente anche all'interno del carcere. Spesso, infatti, per i detenuti uomini vengono organizzate attività più varie, mentre alle sezioni femminili sono riservati solo corsi di cucito o di cucina, dimenticando del tutto le proposte culturali e creative.
 

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