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I VOLTI DI ROMA

I VOLTI DI ROMA
I VOLTI DI ROMA
volti di marmo che sembrano vivi
I VOLTI DI ROMA
I VOLTI DI ROMA | volti di marmo che sembrano vivi

Nella suggestiva sede della Centrale di Montemartini c'è tempo fino al 22 settembre per ammirare la splendida mostra fotografica di Luigi Spina "I Volti di Roma". Spina ha trascorso nello spazio espositivo alcuni mesi, tra la fine del 2018 e gennaio 2019, ritraendo i visi delle statue e dei busti ricercandone la luce e la bellezza, motivi portanti della sua fotografia. Il risultato è una prospettiva nuova, attuale e dettagliata, dei “volti di Roma”: uomini, donne, anziani e fanciulli, persone comuni e note, ma tutti reali, quasi vivi nelle loro espressioni, sguardi, rughe e rotondità.

Il fotografo ha realizzato questo effetto con la tecnica del banco ottico, una speciale fotocamera professionale, dotata di speciali funzioni assenti nelle fotocamere portatili che utilizza una pellicola piana nella fotografia tradizionale o sensori ad alta definizione nella fotografia digitale. Viene per lo più impiegata nello studio fotografico per la realizzazione di still life (nature morte) o in esterni nella fotografia architettonica.

Le 60 fotografie in bianco e nero, formato 50 x 60 cm., ritraggono 37 volti antichi in marmo o travertino, significativi esempi delle collezioni della Centrale Montemartini, alcuni oggetto di più scatti e tutti scelti dall’autore per le loro potenzialità espressive. Si tratta di ritratti di epoca repubblicana e imperiale, che raffigurano personaggi alcuni noti, altri sconosciuti: la moglie di Antonino Pio, Faustina maggiore ed il futuro imperatore Tiberio, ritratto ai tempi dell’adozione da parte di Augusto, ad esso si affiancano una giovinetta dal viso rotondo e dallo sguardo malinconico e un anonimo uomo maturo dall’occhio penetrante. L’anziano togato Barberini si contrappone al bel giovane Apollo Omphalos. I volti perdona la loro marmorea freddezza per assumere espressione umana, soprattutto nel ritratto del'imperatore Tiberio, laddove il fotografo ne ha colto una poco conosciuta malinconica natura.

L’allestimento prevede la distribuzione diffusa delle foto in tutte le sale del museo, collocate in prossimità dei soggetti che ritraggono, in modo che il visitatore possa apprezzare al meglio le suggestioni espresse dalle fotografie. Attraverso la personale sensibilità e interpretazione artistica di Luigi Spina si possono osservare con uno sguardo diverso le opere esposte, dando modo al visitatore di paragonare somiglianze e differenze tra i due diversi linguaggi artistici.

 

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