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GIULIO MAZZONE

GIULIO MAZZONE
GIULIO MAZZONE
Foto di Antonio Barrella
GIULIO MAZZONE
GIULIO MAZZONE

È buio. Quando le luci si accendono vi rendete conto di essere bloccati in un bagno pubblico. Vi guardate intorno ma i vostri compagni ne sanno quanto voi. La porta è chiusa. Avete 60 minuti di tempo per trovare il modo per uscire di lì. Siete pronti a giocare?

Quella a tema horror è solo una delle 3 stanze a disposizione di chi vorrà mettere alla prova se stesso e il suo pensiero laterale con i ragazzi di Escape Oddity, un’associazione di promozione sociale che porta l’esperienza degli escape game a livelli altissimi.

Il ragazzo che mi racconta del progetto, Giulio Mazzone, ha solo 27 anni e già esperienze lavorative in tutto il mondo. Insieme ripercorriamo un po’ la storia di quella allure che negli anni ha caratterizzato questa tipologia di giochi, che pur essendo svolti dal vivo non hanno niente a che fare con i giochi di ruolo tradizionali: parliamo del vecchio enigma.net, di Saw, di Cube, dei puzzle game, dei pionieri giapponesi che hanno inventato la prima stanza dalla quale scappare come pura esperienza ludica (e il Kyoto Scrap, il festival mondiale di escape room).

«Ma non solo», mi dice Giulio, «quello che si crea tra le persone che sono costrette a cooperare è un legame fortissimo, si crea anche tra sconosciuti. È una cosa che viene utilizzata moltissimo anche nelle aziende, per fare team building, per aiutare il lavoro di squadra».

Le stanze dei ragazzi di Escape Oddity non sono come le altre: la loro esperienza nel campo delle nuove tecnologie (Giulio per esempio lavora nella ricerca sugli ologrammi) viene messa al servizio di chi si ritrova a fare i conti con giochi e strategie lontane dalle esperienze comuni.

Hanno iniziato col tema horror, ma presto si sono resi conto che la chiave era la diversificazione dell’offerta: è nata così la stanza di Leonardo, con indovinelli originali del genio fiorentino e poi la stanza a tema macchina del tempo. Per portare l’esperienza ludica sempre un tantino più in là.

E quando si esce chiedersi… Che cosa mi è appena successo?

La storia è stata raccontata da Matteo Trevisani, scrittore.

- SPAZI E LAVORI -