SEGUICI SU
Indietro

GIULIA DEL VECCHIO

GIULIA DEL VECCHIO
GIULIA DEL VECCHIO
Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
GIULIA DEL VECCHIO
GIULIA DEL VECCHIO

Ci sono persone che, incontrandole e ascoltandole, rilasciano un’impalpabile energia. Quando ciò accade si potrebbe rischiare di cadere nel tranello - abbaglio superficiale - di avere davanti un individuo dal facile entusiasmo. Se qualcosa d’incrollabile continua a persistere nei giorni a seguire, però, deve esistere necessariamente altro, un’energia interiore che rimane nel tempo e nella memoria. Giulia Del Vecchio è così. Saranno gli studi classici, sarà il tempo investito sui libri di Filosofia. C’è un principio di vitalità e di impeto quando questa giovane donna dai capelli arancio lascia fluire la sua passione più vera tra la sapienza delle mani. Il disegno, coltivato da autodidatta, è un flusso inarrestabile che sgorga dagli antri più remoti di dentro per prendere forma nei volti digitali - ottenuti con tavoletta grafica - delle donne che l’Europa l’hanno fatta, benché la storia lo rammenti appena. Sophie Scholl (la Rosa bianca), Simone Veil, Louise Weiss, Ursula Hirschmann (Manifesto di Ventotene), Ada Rossi, Sofia Corradi sembrano animarsi, parlare e ricordare. Il progetto a cui Giulia del Vecchio collabora è la mostra “Le madri fondatrici dell’Europa”, ideato da Maria Pia di Nonno - presente nel Volume Lazio Creativo 2017. Non v’è scollamento tra ciò che Giulia sente e le creazioni di cui è artefice. Non esiste aberrazione tra gli ideali di hirschmanniana memoria per la realizzazione di uno Stato internazionale e la sua partecipazione come membro attivo della Gioventù Federalista Europea. La storia la scrivono i vincitori, la storia è segnata dai forti ma essere donna è stato ed è piuttosto vitalità piena e ardente. La forza femminea di un’Anima vibrante che nella capacità di scorgere i confini abbattuti tra le nazioni risolve il conflitto con l’Animus.

La storia è stata raccontata da Maria Teresa Sammarco, scrittrice.

- SPAZI E LAVORI -