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Giorgio Ghiotti

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Foto di Antonio Barrella
Giorgio Ghiotti
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“Giorgio Ghiotti è solo un ragazzo di Monteverde che legge molto” così lo descrive l'editor Chiara Valerio della casa editrice Nottetempo con cui il 21enne ha pubblicato la sua prima raccolta di racconti Dio giocava a pallone. All'esordio Ghiotti non è arrivato tramite scuole di scrittura creativa o racconti mandati in giro per riviste e blog letterari. Caso più unico che raro oggi, ha spedito via posta il manoscritto in lettura ed è stato preso in considerazione. Lo scrittore premio Nobel José Saramago diceva che non tutti nascono nelle sagrestie. Ghiotti confessa di non credere alle scuole di scrittura creativa. “La scrittura poetica insegna che è difficile imparare a scrivere poesie. casomai è utile esercitarsi nella struttura della storia ma prima di tutto bisogna avere una lingua, non una storia. La storia ce l'hanno tutti”.

Unico dazio da pagare per l'autodidatta Ghiotti è stata l'attesa di quasi un anno per poter firmare il contratto da maggiorenne. I racconti di Dio giocava a pallone li ha scritti quando era ancora minorenne, oggi è uno studente di Lettere moderne. La nonna maestra elementare lo ha spinto a scrivere storie fin da bambino. Poi sono arrivate le finali regionali del Premio Campiello Giovani, l'ultima quella vinta dell'edizione 2012. Ghiotti ha preso coraggio e si è presentato alla fiera Più libri più Liberi, quella della piccola e media editoria. Le letture di Milena Agus e della stessa Valerio lo hanno convinto a prendere nota della casa editrice Nottetempo.

La fonte d'ispirazione dei racconti di Ghiotti è Natalia Ginzburg e una certa musicalità stilistica che gli viene dagli studi di pianoforte. Per lo scrittore esordiente è centrale l'ossessione per la struttura delle famiglie borghesi: “mi interessa scoprire le piccole crepe che si nascondo dietro i rapporti quotidiani delle persone. Ciò che si ripete e diventa ossessione e quindi vizio: qualcosa che si detesta ma che si è costretti a fare. Sono storie che si rifanno a padri e figli”.

La storia è stata raccontata da Stefano Ciavatta, scrittore.

 

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