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GIORGIA BAIOCCO

GIORGIA BAIOCCO
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Foto di Antonio Barrella
GIORGIA BAIOCCO
GIORGIA BAIOCCO

Mentre gli altri bambini giocavano con i vestiti delle bambole, lei iniziava a passare i primi punti con la macchina da cucire nella sartoria dei nonni. Mentre i suoi coetanei dopo la maturità non sapevano che facoltà scegliere, lei aveva le idee chiare, chiarissime. O meglio, ne aveva una sola: la moda. Dopo il diploma in Fashion Design all’Accademia Internazionale d’Alta Moda Koefia e un master come modellista, Giorgia Baiocco lavora per grandi nomi come Gattinoni Alta Moda e Maison Valentino.

Poi, a soli 25 anni, nel 2012, la scelta di lasciare il certo per l’incerto e investire su se stessa. Giorgia, che fino a quel momento ha sempre e solo lavorato con tessuti leggerissimi, compra del pellame e lo lavora con la vecchia macchina da cucire ereditata dai nonni: nasce così la borsa numero uno e tutta la prima capsule collection del brand Giorgia Baiocco. Quando arrivano i primi ordini, poi, inizia la collaborazione con uno storico pellettiere romano che le “tramanda” le tecniche del mestiere.

Nel settembre 2014, attraverso un concorso indetto dalla direttrice Franca Sozzani su Instagram, Vogue Italia nota le sue creazioni e la inserisce nella guida “A new generation of fashion designers” fra gli stilisti emergenti di accessori. Le borse, realizzate rigorosamente a mano a Roma con pellami toscani, sono prodotti interamente Made in Italy. Una definizione, racconta lei. «Che racchiude la percezione di un manufatto unico perché eseguito in modo magistrale, ma anche per ciò che evoca».

Accanto a un processo di lavorazione che segue i canoni della tradizione artigiana c’è però un incessante lavoro di ricerca che si nutre della vita, dei viaggi fatti da Giorgia, dei film e delle canzoni che ama, delle città in cui vive (Roma e Milano). «In ogni borsa c’è una rilettura in chiave moderna del concetto di haute couture». Borse che infondono a chi le indossa l’audacia e la stessa determinazione della giovane donna che le ha create.

La storia è stata raccontata da Chiara Sfregola, scrittrice.

- SPAZI E LAVORI -