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Gianni Politi

Gianni Politi
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Foto di Antonio Barrella
Gianni Politi
Gianni Politi

Residui. Esiste, nella carriera di un artista, un tuono, che quando scoppia distrugge tutto quello che c'era prima, fertilizza la mente e i campi di battaglia, crea smottamenti, fa venire a galla cose mai pensate, forma un nuovo paesaggio di possibilità. Il tuono fa danni; dal danno sbuca un germoglio che, se si è attenti, può creare una nuova forma di vita. Il tuono di Gianni Politi è stato il quadro di Gaetano Gandolfi del 1770, Studio per uomo con la barba. Un uomo calvo che si porta una mano al viso, la nasconde nella barba con uno sguardo pacificato. Quella visione ne ha innescata immediatamente un'altra: dipingere suo padre, così simile nella posa pacata all'uomo del quadro, così pronto per qualsiasi gesto sia in procinto di fare. Esposto nella galleria CO2 di Roma nel 2013, da quella personale Gianni Politi ha raccolto il germoglio del suo privato smottamento. Provenendo da studi filosofici, e ispirandosi ad Omero e ai classici greci, dipingere diventa non un gesto ma una ricerca, l'atto che può aiutarlo a capire perché si dipinge, più che portarlo alla creazione vera e propria.

Da quella mostra si dedica all'astrattismo, ispirato dagli schizzi d'olio che provengono dal suo studio. Residui, scarti, storpiature, frammenti, avanzi; la creazione finale viene da lì, da tutto il processo che la compone, e, per questo, sempre incompiuta. Come i caleidoscopi, i suoi quadri sono immagini che sta a chi li guarda ricomporre. A 28 anni ha già esposto in numerose gallerie italiane e internazionali, tra cui Parigi e una fiera a New York. Roma, per lui, è una fucina in cui resistere – al pari degli eroi greci – da valorizzare e fortificare, in cui ogni lavoro può portare un potenziamento per tutta la comunità.

Il suo studio è a San Lorenzo; minuscolo e pieno di macchie d'olio colorate. Vischiose e grasse, la carne viva dei suoi quadri. È quella la sua opera d'arte,incompleta e disordinata. Un luogo che lo costringe a chiedersi, ogni giorno: cosa m'inventerò oggi?

La storia è stata raccontata da Rossella Milone, scrittrice

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