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GIAN LORENZO COMANDINI

GIAN LORENZO COMANDINI
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Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
GIAN LORENZO COMANDINI
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“RiotGirl” di Gian Lorenzo Comandini è un omaggio alla giovinezza e alle sue contraddizioni, una sorta di manifesto di una generazione che corre, grida e ama. L’autore di questa serie, dopo aver interrotto gli studi di architettura, si sta specializzando in Interaction Design alla Quasar Design University, focalizzando le sue ricerche sull’interazione uomo-macchina. Da diversi anni si occupa dell’ideazione di video, app, siti web, installazioni ed eventi interattivi. Con “RiotGirl”, come lui stesso dichiara, ha deciso di tornare a un tipo di rappresentazione più statica, almeno in apparenza, procedendo attraverso la fusione di due mezzi espressivi: la grafica e la fotografia. Una prima fase del progetto ha previsto la raccolta di un numero cospicuo di fotografie di cronaca che lo avevano particolarmente colpito. Successivamente, Comandini è intervenuto su queste immagini selezionate tracciando, digitalmente, figure femminili giovani, ribelli e sensuali, sedute a terra o in piedi, che inscenano un incontro-scontro di forze contrarie e allo stesso tempo complementari: bellezza e violenza, amore e ribellione, ordine e disordine. Viene così espressa una personale visione della giovinezza, quella che l’autore vuole trasmettere, governata da impulsi dinamici, a volte aggressivi e in continuo mutamento. Le figure femminili che dominano lo spazio, icone di una bellezza fiera ed eroticamente consapevole, in alcuni casi possono incarnare l’emblema della guerra e della violenza, in altri diventano simbolo di pace e di una rinnovata serenità. Allo stesso tempo, secondo l’autore, anche le fotografie di cronaca hanno questa doppia possibilità di racconto, in quanto immortalano sia eventi turbolenti che la conclusione di un conflitto.

La storia è stata raccontata da Simona Pandolfi, scrittrice.

- SPAZI E LAVORI -