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Galleria Doria-Pamphili

Galleria Doria-Pamphili
Galleria Doria-Pamphili
Velázquez, Tiziano, Raffaello, Parmigianino
Galleria Doria-Pamphili
Galleria Doria-Pamphili.

Nel cuore di Roma sorge uno degli edifici più belli e meglio conservati di Roma: Palazzo Doria-Pamphili. L’edificio storico si staglia solenne tra via del Corso, piazza del Collegio Romano, via della Gatta, via del Plebiscito e vicolo Doria.

Importante edificio sia per le sue dimensioni, sia per la qualità architettonica dei vari corpi di fabbrica costituiti nell'arco di quattro secoli, è anche uno tra i pochissimi palazzi di Roma a essere ancora occupato dalle antiche famiglie, che conservano intatto il suo eccezionale patrimonio di arredi e opere d'arte. Il nucleo originale del palazzo fu originariamente di proprietà della famiglia Della Rovere; divenne poi della famiglia Aldobrandini e, nel Seicento, passò alla famiglia Pamphili che lo ingrandì su progetto di Carlo Maderno, fino a farne il più importante palazzo abitato della città, superato in grandezza a Roma solo da palazzi che ospitano istituzioni pubbliche o ambasciate. Più grande di alcuni palazzi reali europei. Il primo nucleo si formò a metà '400,  il palazzo fu portato in dote a Camillo Pamphilj, per la cui famiglia il complesso venne ingrandito da Antonio Del Grande con la demolizione (1659) del cinquecentesco palazzo Salviati , La risoluzione della facciata sul Corso si deve a Gabriele Valvassori,  gli ultimi grandi lavori, diretti da Andrea Busiri Vici, iniziarono nel 1846 e si protrassero fino al 1890.

La facciata sul Corso è una delle architetture più originali e innovatrici della prima metà del '700 romano, marcata da finestre che al mezzanino e al piano terra presentano inusuali incorniciature borrominiane. Notevole anche il portale centrale, dove i capitelli delle colonne, disposte di spigolo, presentano gigli - simbolo araldico della famiglia - al posto delle foglie d'acanto.

La saga del Doria-Pamphili è il risultato di alleanze multiple tra famiglie aristocratiche di ogni parte di Italia. Tra i suoi membri più illustri vi è stato l'ammiraglio Andrea Doria e il papa Innocenzo X, popolare in Spagna per il ritratto di Velázquez dipinto nel 1649 e conservato nel palazzo, del quale rappresenta la più nota opera d'arte.

La monumentale facciata su via del Corso è di Gabriele Valvassori che la realizzò tra il 1730 e il 1735 su incarico di Giovanni Andrea Doria, per celebrare l’unione della sua famiglia con quella della moglie Anna Pamphilj. Fu lo stesso Valvassori  che fece tamponare gli archi del primo piano del cortile d'onore, creando, così, la celebre Galleria che si snoda intorno al cortile dove la famiglia poté disporre la sua collezione di quadri e che ancora oggi accoglie i visitatori in tutta la sua magnificenza,

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