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Gaeta, museo a cielo aperto

Gaeta, museo a cielo aperto
Gaeta, museo a cielo aperto
con il progetto stupefacente di memorie urbane
Opera di C215
Gaeta, museo a cielo aperto
Gaeta, museo a cielo aperto

Prendete un mondo di opere, una rete di artisti, una cittadina affiacciata sul mare; poi unite il tutto con un universo di colori e muri dimenticati. Tutto questo è Memorie Urbane, un progetto straordinario nato nel 2011 da un’idea di Davide Rossillo, presidente di Turismo Creativo, che ha trasformato Gaeta in terreno fertile per l'arte urbana e contemporanea.

Memorie Urbane rievoca quanto la “Memoria” sia considerata fondamentale come punto di partenza di un processo innovativo proiettato verso il futuro. L’obiettivo è riscoprire la città attraverso l’arte urbana contemporanea che diventa strumento per dare nuovo risalto a spazi che, pur essendo parte di un orizzonte visivo acquisito, sono solitamente trascurati, abbandonati e privi di una qualificazione.

Il festival, arrivato alla sesta edizione, conta più di 200 interventi di street art realizzati in 13 diverse città, un vero e proprio museo a cielo aperto che ha coinvolto più di 120 artisti internazionali. Nella sola Gaeta sono state realizzate 80 opere. In questo percorso ve ne raccontiamo alcune.

LUNGOMARE CABOTO
Partiamo da Lungomare Caboto, dove troviamo l'opera di Sainer e Bezt conosciuti come Etam Cru. Il duo polacco crea murales su larga scala in grado di trasformare noiose città in paesi pieni di elementi fiabeschi. Ogni aspetto dei loro muri colorati sembra essere in movimento: gli animali e le case prendono vita e i personaggi umani acquisiscono abilità che sfidano le leggi della fisica. La seconda opera è quella di Borondo. I suoi murales sono caratterizzati da pennellate ampie ed espressive, da pittura che l’artista lascia gocciolare e dall’utilizzo delle tonalità della terra. La terza opera è firmata da Seth che porta sui muri le caratteristiche proprie di un’infanzia schiva e sognatrice, dove i volti dominano sul resto perché nella rappresentazione sono il veicolo di sentimenti, emozioni e paure. 

VIA DE LIETO
La prima opera che troviamo è quella di Strok, artista norvegese, famoso per le sue opere realizzate con lo stencil. Con l’introduzione dell’ombra, lo stencil di Strok supera la componente bidimensionale del muro ed apre ad uno spazio di piccoli mondi visti dall’alto in cui figure umane, mai a volto scoperto, animano la vita di strada. I soggetti sono presi dalla contemporaneità di un universo giovane e ribelle che si muove, si sposta e non resta mai fermo. 

VIA VITTORIO VENETO
Qui troviamo l'opera di Francesco Camillo Giorgino, classe 1979, in arte, MIllo. Conosciuto per i suoi grandi murales, prevalentemente in bianco e nero, le sue opere sono caratterizzate da linee semplici, figure stilizzate, che vivono in caotiche città immaginarie. La produzione artistica di Millo è influenzata dai suoi studi d’architettura

STENCIL TOWER
Nella prima edizione del Festival nasce il progetto Stencil Tower sulla torretta dell’Enel di corso Italia, angolo di via Serapide, che nel corso degli anni ha visto realizzare le quattro facciate dell’edificio da altrettanti artisti. Tutti gli ospiti della rassegna hanno effettuato dei lavori originali con lo stencil, declinando quello spazio in modo molto personale e contribuendo così alla scelta del curatore di consacrare l’edificio a questa tecnica. La torretta è stata personalizzata nel 2012 da STEM + LEX (Italia), nel 2013 da Lucamaleonte (Italia), nel 2014 da Eime (Portogallo) e nel 2015 da Alias (Germania).

VIA SERAPO
Per la sesta edizione di Memorie Urbane, l'artiista Ravo ha inaugurato a Gaeta la “Sala Lazio”, dipingendo sul muro del Palazzetto in via Serapo, “La crocifissione di Cristo”, opera realizzata tra il 1581 e il 1583 dal pittore di origine gaetana Scipione Pulzone.
Sulla facciata del Palasport di Serapo, Ricky Lee Gordon ha realizzato una grande opera, dal titolo “La Memoria dell’Acqua”.

Tre grandi muri animano, invece, la facciata posteriore del Palasport di Serapo e l’adiacente edificio del campo sportivo. Il primo realizzato nel 2013 dallo spagnolo SAM3. Le sue opere hanno come protagonisti figure umane caratterizzate da larghe silhouette nere senza volto che si stagliano sulla superficie pittorica per dar origine a forti contrasti di colore e ad interessanti giochi d’inversione ed alternanza tra pieni-vuoti, negativo-positivo. Il secondo muro realizzato in quest’area è di PIXEL PANCHO, nel 2014. Writers della prima ora, Pixel Pancho come nome e progetto artistico nasce nel 2001, con una sorta di nuovo contatto e comunicazione tra il mondo umano e quello dei robot. Nel 2015 è il turno dell’argentino Pastel, delicato compositore visuale stupisce in strada con un linguaggio  caratterizzato da composizioni floreali con forti rimandi alla cultura orientale.

MURO PERIMETRALE DEL CIMITERO
Su questo tratto lungo 250 metri si trovano le opere di artisti internazionali che si sono cimentati nel progetto di riqualificazione con risultati eccellenti: DalEast (Cina), Faith 47 (Sud Africa), David de la Mano (Spagna), Bosoletti (Argentina), 108 (Italia), Nafir (Iran), Alias (Germania).

 

- LE OPERE -
Opera di Etam Cru
Opera di Borondo
Opera di Seth
Opera di Strok
Opera di Millo
Opera di Eime
Opera di Ravo
Opera di Ricky Lee Gordon
Opera di SAM3
Opera di Pixel Pancho
Opera di Pastel
Opera di Bosoletti