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Francesca Natale

Francesca Natale
Francesca Natale
Romana, vive a Vancouver ed è la disegnatrice del film Angry Birds
Francesca Natale
Francesca Natale
Francesca Natale è una delle creative italiane più famose e ricercate. Romana, vive a Vancouver ed è la character art director del film Angry Birds, ispirato dal videogioco-fenomeno della Rovio.
 
Partita da sconosciuta, ora è una celebrità. Che effetto fa?
Grazie per il complimento, ma non mi definirei cosi, comunque è tutto un po' surreale ma molto bello: un'esperienza che è il risultato di molti anni di lavoro e lo considero un premio preziosissimo
.
Per affermarsi ha dovuto abbandonare l’Italia. Era l’unica soluzione?
Francamente sì. Purtroppo, il nostro paese non offre molte opportunità di crescita in questo settore. Il nostro è un mercato molto piccolo e per molti versi stantio se lo paragoniamo al Nord America o anche a molti paesi europei.
 
Lei ha detto che ha avuto prima una formazione tradizionale. Poi proseguita parallelamente a quella artistica. È stato un vantaggio?
Credo di sì. Sicuramente la mia formazione, insolita nell'ambiente dell'animazione, mi dà spesso modo di approcciare il mio lavoro in maniera non convenzionale. Come designer questo è sicuramente un vantaggio quando si lavora su produzioni dove l'obiettivo principale dal punto di vista creativo è quello di trovare soluzioni visive insolite, "diverse", con una personalità unica. 
 
Ha affermato che il suo modello è Marjane Satrapi. Cosa ruberebbe (artisticamente parlando) all’autrice di Persepolis?
Il suo coraggio.
 
Angry Birds sdogana la rabbia. Che peso può avere questo sentimento nella creazione artistica?
La rabbia, se è sana, può sicuramente aiutare a rompere le convezioni del pensiero, il rilassamento dell'immaginazione e la pigrizia creativa.
 
Quanto c’è di creativo nel suo lavoro e quanto invece è frutto dell’applicazione di tecniche professionali?
Di creativo c’è tutto in fase di preproduzione. A questo stadio l'urgenza è quella di definire il linguaggio visivo per il cast del film insieme all'estetica particolare dei personaggi. In produzione l'80 per cento è mestiere.
 
Ha detto che nell’affidarle il compito per Angry Birds è rimasta sorpresa dalla libertà d’azione che le hanno dato. Perché? 
Perché' questa opportunità di solito è data a professionisti che hanno un nome e una storia professionale molto più blasonata della mia. Devo molto ai produttori John Cohen, Catherine Winder and Mikael Hed per avermi offerto questo ruolo creativo centrale per il design del film e per avermi dato fiducia e supportato nel  mio lavoro. E' un’opportunità veramente rara quella di poter avere un tale impatto creativo su un  film di questo budget.
 
Considera Angry birds un punto d’arrivo o ha ancora qualche sogno professionali da inseguire?
Lo considero un bellissimo risultato in un percorso dove in realtà il traguardo non si vede mai. La cosa importante credo, in tutte le professioni creative, è appunto di non sedersi mai. Sogni professionali ne ho moltissimi tra cui la realizzazione del film di animazione di "Freestyle – A ruota libera", un progetto pensato con la sceneggiatrice Ginevra Natale, che è mia sorella; la pubblicazione di un libro per bambini di cui firmerò parole e immagini; l’opportunità di lavorare con Guillermo del Toro e molti altri... Ma in cima a tutto questo sempre l'augurio di continuare a divertirmi e di incontrare sul mio percorso persone che rendano il viaggio molto più bello e arricchente di quanto possa immaginare.
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