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Fontane antiche

Fontane antiche
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La passione dei romani per le acque pubbliche
Fontane antiche
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Roma ospita oltre duemila fontane e ciò rappresenta una vera passione per le acque pubbliche, dagli acquedotti alle terme. Anche se spesso la costruzione di fontane è stata una conseguenza della conformazione geologica del terreno su cui Roma è stata edificata, bisogna dire che l’acqua per i romani era considerata un sacro dono degli dei.

Inizialmente ebbero un carattere esclusivamente utilitaristico e funzionale, come gli abbeveratoi, ma in un secondo momento vennero aggiunti motivi estetici con ornamenti architettonici, una sorta di monumentalizzazione.

Oggi andiamo alla scoperta delle fontane più antiche, perlopiù resti archeologici accompagnati dalle citazioni dell’epoca.

Nei pressi del Colosseo, nella curva nord-occidentale dell’anfiteatro Ludus Magnus, fu fatta costruire una piccola fontana triangolare. Delle quattro esistenti intorno alla struttura per le esercitazioni dei gladiatori – voluta da Domiziano – è l’unica rimasta. Ne abbiamo traccia grazie a un frammento della Forma Urbis Severiana, ovvero la pianta marmorea risalente addirittura al III secolo.

Vicino all’Arco di Costantino, tra i colli Celio e Palatino, Domiziano fece costruire una fontana conica molto somigliante le metae alle estremità della pista dei circhi. L’acqua che ne fuorusciva, invece di zampillare, stillava direttamente dalla pietra porosa, come se stesse sudando: da qui prese il nome di Meta Sudans.

Erroneamente indicato come il Tempio di Minerva Medica, il Ninfeo dei Licinii fu situato negli Horti Liciniani, ovvero la villa posseduta dalla Gens Licinia nell’area che va da Porta Maggiore alla Stazione Termini. Risale addirittura al IV secolo ed era coperto da una cupola, con una vasca centrale in cui l’acqua zampillava dalle statue attigue. 

Grazie a Settimio Severo, che ne volle la costruzione nel III secolo, il Settizonio era una fontana monumentale a facciata posta alla base sud-orientale del colle Palatino proprio sotto i palazzi imperiali e dedicata alle sette divinità planetarie. Era imponente, lunga 90 cm e a tre piani colonnati. La fontana, in rovina già nel VII secolo, fu distrutta da Papa Sisto V al fine di riutilizzarne i materiali pregiati.

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