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EMANUELE CAPPONI

EMANUELE CAPPONI
EMANUELE CAPPONI
Foto di Antonio Barrella
EMANUELE CAPPONI
EMANUELE CAPPONI

Emanuele Capponi non è un artista. Lo dice lui stesso, con un piccolo sbuffo. Non gli piace pensarsi vincolato, costretto a un solo settore, senza poterne uscire, senza poter vagare libero dove lo portano le sue idee. La molteplicità è il suo territorio. Illustrazione, fotografia, musica, regia. E poi la grafica, il suo lavoro. La vita per lui non è un binario, è un crocevia continuo di intuizioni.

Emanuele Capponi preferisce dirsi un creativo. Emanuele dice un sacco di cose, e lo fa con una consapevolezza che affascina e spaventa. Conosce il potere della parola. La comunicazione è il suo mestiere, e nelle sue mani diventa incantesimo. La migliore delle affabulazioni: nella sua bocca tutto diventa favola.

Sa come raccontarsi. «Sono un nerd, ma da molto prima che andassero di moda».

Dei suoi esordi ha già fatto una storia: ancora all'Istituto Professionale di grafica assiste, quasi per caso, alla lezione di un Art Director. Che promette: il migliore lo prendo a lavorare con me.

Proprio come in una storia, il migliore è lui, e da lì gli eventi si srotolano a catena.

Copertine di libri, pubblicità, restyling di prodotti, locandine teatrali, ma anche progetti personali, fotografie e un cortometraggio scritto e diretto interamente da lui.

Collabora con case editrici come Armando Curcio Editore, progetta il logo celebrativo dei 40 anni di Estathé per la Ferrero e comincia a lavorare stabilmente per l'agenzia pubblicitaria The Brand Shop.

Un percorso che arriva fino a In Dream, progetto che fonde musica, parole e immagini. A ispirarlo sono tre canzoni degli Editors, gruppo musicale che Emanuele apprezza e sente affine. La scommessa è di «trasmutare parole e musica» in una sintesi visiva.

Le sonorità dure, distoniche delle canzoni rintoccano nel buio delle immagini, creando una sinestesia completa ed emozionante.

E se a fargli i complimenti è lo stesso Tom Smith degli Editors, possiamo stare certi che la scommessa è vinta.

La storia è stata raccontata da Ida Amlesù, scrittrice.

- SPAZI E LAVORI -