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E-Cor Ensemble

E-Cor Ensemble
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Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
E-Cor Ensemble
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Ogni avanguardia artistica cammina su un ponte pericolante: alcune sono tanto sterili da precipitare nel baratro senza lasciare traccia, altre sono così propulsive da arrivare all’altro capo e rivoluzionare la semantica. Forse, più che l’ispirazione, non a caso aborrita da uno sperimentatore qual era Flaubert, conta lo studio costante e il lavoro artigiano.

Proprio sull’indagine quotidiana, intesa nella duplice accezione di ricerca sul suono e di confronto con i maestri, si fonda la radicalità del progetto “E-cor Ensemble”, nato dall’iniziativa di tre studenti del conservatorio Respighi di Latina. Una musica destrutturata, cacofonica, che condivide gli intenti subliminali dell’arte acusmatica. Un susseguirsi di paesaggi espressionistici che si presta al dialogo con la video-arte come alla sonorizzazione di film muti: il lavoro sulle immagini di “Vormittagsspuk”, filmato sperimentale di Hans Richter, vale all’ensemble una lunga serie di premi e riconoscimenti.
Le continue collaborazioni con nomi di punta della scena sperimentale e i numerosi live internazionali, costruiti sull’improvvisazione, ne ampliano le possibilità espressive. L’apice dell’interazione multimediale è la trasposizione drammatica del Cuore rivelatore. Deformato attraverso la violenza grottesca di Carmelo Bene e la lezione dello scollamento dal testo promossa dal teatro di Artaud, il racconto di Poe si trasforma nelle mani dell’ensemble in un inquietante collage vicino all’incubo, in cui il suono contrappunta il recitato ora assecondandolo, ora negandolo, ora indifferente. Quando è stato portato in scena, i bimbi in sala si attaccavano alle gonnelle delle mamme: se è vero che la provocazione fisica è il primo obiettivo dell’avanguardia, questa pare una bella investitura.


La storia è stata raccontata da Simone Ungaro, scrittore.

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