SEGUICI SU
Indietro

Daniele Scarsella

Daniele Scarsella
Daniele Scarsella
Cantautore, è stato finalista al Premio Ciampi del 1998. Prossimamente uscirà Verde Assenzio e la sua prima raccolta 1996-2015
Daniele Scarsella
Daniele Scarsella
“Ci sono ombre sulla vita / da ridipingere di bianco…”, “perché morire non è finire / ma è solamente approdare / in una riva ambrata / da dove ripartire”. Cose da perdonare è una preghiera jazz, un po' blues. L'augurio di riuscire a mettere una pietra sopra gli incontri sbagliati, le disavventure della vita. L'augurio di poter ricominciare. E così, a cinque anni da Con '’olio nell'acqua, Daniele Scarsella, cantautore raffinato e poetico, si prepara a tornare con un nuovo album. Lo racconta con voce sussurrata, malinconica e profonda come in quei Fumi delle maghe dove “è l'amore che nell'amare non so rubare”; come in Dolcemente rapito, dove l'animo ritorna sempre alle esperienze che non si sono chiuse, le rivive inafferrabili, piene di mancanze, costretto a ripetersi ancora e ancora.
 
L'olio nell'acqua, un rituale scaramantico del sud, ben si accoppiava con l'autore in posa da spaventapasseri sulla copertina. Un'alchimia studiata per difendere il proprio raccolto, la propria idea di musica: la navigazione nei sentimenti, la prospettiva da cui guardarli, i colori con i quali sembrano mostrarsi. “Mi affido cordialmente all'eleganza gialla”, l'eleganza solare, diceva una canzone nel 2004. 
 
A cinque anni di distanza L'olio nell'acqua ha funzionato. Quest’anno, Scarsella tornerà con una raccolta di vent'anni di musica e un nuovo album Verde Assenzio, dedicato all'istinto, la parte animale che le persone non ascoltano più, quella che serve per amare, per ritrovare lo slancio vitale. Sarà rock, un omaggio agli anni Settanta. Sarà un collage di visioni, di uomini che si sciupano (“l'amore non è mai abbastanza se ci si muore dentro”), di albe dove si ritorna malinconicamente in equilibrio col mondo. Soprattutto sarà “musica per la musica”, pensata non come esibizione, ma come necessità, ode e omaggio alla musica stessa. D'altronde così cantava già nel 2010: “Perché muoio per te/ che mi vieni a trovare di notte/ … / nel bagliore dell’alba in silenzio/ tu mi doni l'inchiostro”. 
 
Gaia Manzini
- SPAZI E LAVORI -