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DANIELA TIENI

DANIELA TIENI
DANIELA TIENI
Foto di Antonio Barrella
DANIELA TIENI
DANIELA TIENI

Voce. Con riservatezza e concentrazione. Isolata in una specie di bolla chiara – invisibile – Daniela Tieni alza una mano e l'appoggia alla tela. Cosa c'è intorno? Persone, il chiasso dei passi, delle parole, una porta che sbatte. Non importa. La sua mano sulla tela, importa, e il disegno che se ne allontana. Con delicatezza, perché il tratteggio ha bisogno di maturazione; con garbo, perché i personaggi devono avere il loro spazio di crescita; con dedizione, perché ogni disegno è una storia che ha la sua voce intima, destinata a staccarsi dal foglio.

La voce di Daniela Tieni è il suo marchio di fabbrica: ispirata dalle atmosfere e dall'osservazione di Maira Kalman, Kiki Smith, Dino Buzzati, il tratto della giovane illustratrice romana ha trovato un segno tutto suo, riconoscibile agli occhi più inesperti, di preziosa qualità per i suoi committenti. È una voce dalle atmosfere nostalgiche e vive, sempre in bilico tra una situazione fiabesca e sonnambula, che pare sgorgare direttamente da una visione ad occhi chiusi. Eppure i colori, i tratteggi, le rifiniture dei personaggi, sono ancorati in un presente possente, a volte difficile, altre solo appesantito da una complessa quotidianità. Questa sofisticata interpretazione del mondo attraverso l'illustrazione è stata colta da riviste come The New York Times e da case editrici, pure straniere, come Éditions du Rouergue, che hanno permesso a Daniela di imporre la sua passione e farla diventare un lavoro, anche se con mille difficoltà. Soprattutto in un paese come l'Italia in cui è difficile rientrare in certe cerchie, farsi riconoscere come artista.

Eppure, la voce dei suoi lavori è una goccia che fende la pietra, con lentezza e devozione l'attraversa, la conquista, si fa assorbire. Perché la parola che Daniela ripete più spesso è: costanza. E non ha paura a ripeterla; non ha paura di viverla, di affrontarla, di farla diventare parte del suo mestiere - come una linea sbilenca che unisce i suoi sogni ai suoi giorni reali.

La storia è stata raccontata da Rossella Milone, scrittrice.

- SPAZI E LAVORI -