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Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno

Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno
Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno
Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno
Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno

Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno, in arte Mila Gno, hanno un percorso simile: entrambi disegnano da sempre e hanno continuato a farlo laureandosi, rispettivamente, in pittura e decorazione. Nel 2014 a Cristiano viene in mente l’idea di disegnare una grande nave: i passeggeri avrebbero pagato una quota per il loro ritratto d’imbarco, coprendo così le spese di realizzazione dell’opera. Mancava qualcosa, un ultimo tassello affinché il progetto prendesse il via. Quel tassello era Milena, conosciuta durante una sua performance sulla poetica del brutto: l’artista invitava il pubblico a farsi immortalare fotograficamente con una smorfia e poi ne estrapolava una serie di ritratti grotteschi. Ecco cosa mancava al progetto: l’ironia!

Attraverso di essa il pubblico sarebbe diventato protagonista dell’opera. L’opera è realizzata a grafite su tela, 2 metri per 3. A bordo dell’Arca, 200 passeggeri. Tempo di realizzazione: 2.500 ore. Un’impresa colossale. Due nuove sfide attendono l’Arca: la pubblicazione di un libro che ne documenti la realizzazione e l’individuazione di un locale dove l’opera possa essere vista sia da lontano nella sua interezza che da vicino per poter scovare ogni piccolo particolare. L’appello, ovviamente, è rivolto alle istituzioni. Il significato che gli artisti sperano di veicolare nel pubblico attraverso il progetto riguarda la forza universalizzatrice dell’arte, che nell’Arca trova ragione di un viaggio condiviso da persone di diversa etnia, nazionalità, fede e ideologia. Ma non solo: il concept dell’opera si presta bene anche a scopi più pragmatici, come la rappresentazione di una struttura aziendale, il ricordo di un evento importante, un ritratto familiare…

Non esiste confine nel mare dell’arte, e l’Arca di Cristiano e Milena è già pronta a salpare…

La storia è stata raccontata da Jason Ray Forbus, scrittore.

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