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CIVIS CIVITAS CIVILITAS

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roma caput mundi
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CIVIS CIVITAS CIVILITAS | roma caput mundi

Ai Mercati di Traiano, fino al 18 ottobre, è aperta la mostra Civis Civitas Civilitas, dedicata alla rappresentazione della città nel suo valore più pieno di espressione della civiltà romana, allestita nella Grande Aula e sui matronei del Museo. Il progetto espositivo documenta il carattere prettamente urbano della cultura classica. La condivisione degli spazi, degli edifici e delle leggi costituisce la civitas, il fulcro della civiltà romana. Un viaggio negli spazi e negli edifici delle città dell’Impero, rappresentati nei plastici in gesso del Museo della Civiltà Romana, in gran parte realizzati da Italo Gismondi per la Mostra Augustea della Romanità del 1937. 

Concepita come un evento dal carattere dinamico, dallo scorso dicembre sono in mostra 58 plastici e 6 calchi di ritratti di famosi personaggi del mondo romano, vòlti ad illustrare gli spazi pubblici, fori, templi, curie, edifici termali ed edifici per spettacolo, archi e porte urbiche, sepolcri e monumenta e dal 29 giugno è possibile ammirare un nuovo nucleo di modelli, costituito da 24 plastici, 5 rilievi e un ritratto. Con queste nuove opere l’immagine della Civitas si completa con le infrastrutture legate alla mobilità (ponti), all’acqua (acquedotti e sistemi di accumulo e distribuzione), al commercio (mercati). Fra questi lo spettacolare plastico del santuario di Baalbek.

La mostra sviluppa sette macrotemi rappresentati dai plastici posizionati nella Grande Aula declinati su temi specifici: gli spazi pubblici (indicati da fori, curie, capitolia e templi); l’acqua nel decoro della città (fontane, ninfei e terme); lo spettacolo (teatri e anfiteatri); il trionfo, l’onore e il passaggio (archi trionfali e onorari, porte urbiche); il commercio (mercati); la memoria individuale, familiare e dello Stato (sepolcri e monumenti); le infrastrutture (ponti, acquedotti, cisterne, castelli di distribuzione dell’acqua). Spiccano, per le proporzioni e per l’accuratezza della resa, i plastici del Foro di Augusto, che apre la mostra e che per la sua efficacia comunicativa è stato spostato dalla sala sul matroneo a monte al vano centrale della Grande Aula, del Foro di Pompei con gli edifici annessi, della scena del teatro di Sabratha in Libia, delle Terme di Treviri in Germania e della Porta detta di Sant’Andrea ad Autun, in Francia. Roma appare ai visitatori della mostra come modello di comunità (civitas) quanto mai contemporaneo nella sua multiculturalità.

La mostra, curata Claudio Parisi Parisi Presicce e Claudia Cecamore, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con la collaborazione del Museo dei Fori Imperiali e del Museo della Civiltà Romana. Organizzazione Zètema Progetto Cultura.

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