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CENTRO JOBEL

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Foto di Antonio Barrella
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Di tutte le arti il teatro è quella dal punto di vista organizzativo più difficile. Troppo spesso l’esperienza del teatro è vessata dalla ricerca di spazi e dall’impossibilità per un gruppo di persone di stare insieme per molte ore e fare, provare, dire, improvvisare.

L’Italia è un paese pieno di teatri, ma per moltissimi motivi le strutture stabili o istituzionali non possono dare al teatro il suo spazio vitale. Così all’ufficialità il teatro alterna luoghi del tutto differenti, singolari, alieni. Luoghi in cui il teatro diventa esperienza di vita quotidiana, condivisone e scambio con altri artisti e progetti.

Le residenze sono questo: un’occasione imperdibile in cui la vita e il teatro diventano senza alcuna enfasi romantica una sola cosa. E questo accade in Sabina con Lorenzo Cognatti e Roberta Palombo.

Attori, registi, artisti portano i propri progetti e si riuniscono per provare, per sperimentare se stessi, per vivere completamente di teatro. Un’esperienza in un luogo come questo è unica.

I confini non esistono più e si respira in funzione del lavoro. Sono luoghi rigeneranti in cui gli spettacoli o le performance sono immersi nella vita, così capita di incontrare in una notte di mezza estate elfi, fate e ragazzi innamorati senza bisogno né di quinte né di tendoni o due uomini in attesa di un terzo che sembra non arrivare mai oppure capita che una famiglia entri in una stanza e interrompa le prove di una commedia del solito Pirandello…

La storia è stata raccontata da Nicola Ingenito, scrittore.

- SPAZI E LAVORI -