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Carmelo Battaglia

Carmelo Battaglia
Carmelo Battaglia
Fotografo, videomaker, grafico e disegnatore, vive a Roma alla ricerca dell’immagine perfetta
Carmelo Battaglia
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“Non mi piacciono le semplificazioni, ma se dovessi trovare una definizione per quello che faccio, direi che sono semplicemente un artista”. In quell’avverbio c’è tutta la filosofia e l’approccio disincantato alla vita di Carmelo Battaglia. Fotografo, designer, disegnatore, ma anche videomaker, Carmelo opera su tutti i campi dell’immagine. 
 
Nato in un piccolo paesino dell’Aspromonte calabrese, si è trasferito a Roma ormai da quasi vent’anni spinto dal “fascino di vivere in una grande città”. A Roma, dopo un iniziale e comprensibile periodo di ambientamento, ha cominciato un percorso di formazione che in breve tempo lo ha portato a sviluppare la sua ricerca verso l’immagine e, anche, a una laurea in disegno industriale. Una scelta non casuale, capace di legare l’arte con la computer grafica.
 
Per Carmelo, scopo dell’arte e, di conseguenza, dell’artista è “cercare di essere visionari”. Ma non nel senso di vedere cose che non esistono, bensì “portare alla luce cose che non si vedono. L’artista – continua Carmelo – deve camminare un passo avanti rispetto a tutti gli altri”. Una concezione che potrebbe sembrare elitaria, ma che in realtà non è così. Anzi, se c’è una cosa che Carmelo rifiuta è lo snobismo di alcuni ambienti artistici, “più attaccati all’aspetto commerciale che a quello creativo”.
 
Lo dimostra anche il progressivo avvicinamento di Carmelo al mondo della street art, “lontano da logiche elitarie, che non ha bisogno della recensione del critico di turno per poter apparire e che non soffre di egocentrismo, vera malattia di molti artisti e critici, che fanno proprie le movenze dei primi per puro spirito di emulazione”.
 
In questo ambiente, però, Carmelo Battaglia vuole continuare a dire la sua. Convinto che alla fine la parte più sostanziale e artistica della creatività abbia la meglio su tutto il chiacchiericcio di contorno. Se così non fosse, “un’esperienza di un paio di anni all’estero mi farebbe bene”. Ma è un’ipotesi che scaccia via presto, quando parla del suo futuro: “Mi piacerebbe intraprendere una carriera da art director”. Lasciando aperta, però, una porta per un percorso da artista indipendente.
- SPAZI E LAVORI -
Lo trovi qui: via dell’Acquedotto Paolo, 16 h
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