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Camilla Trani

Camilla Trani
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Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
Camilla Trani
Camilla Trani

Il brulichio urbano si presta tanto allo sguardo freddo dell’entomologo quanto a quello pietoso dello psicologo: l’equilibrio tra i due opposti è l’essenza della street photography.
Trasferitasi da Terracina a Roma per studiare all’Università di Scienze della Formazione Primaria, Camilla Trani trova nella sua reflex il tramite per immergersi nel caos metropolitano e al contempo prenderne le distanze immortalandolo.
Inizia a frequentare voracemente le mostre della capitale, scatta foto ai concerti che le valgono la collaborazione con diverse webzine, frequenta i corsi organizzati da “Officine fotografiche”, i cui docenti ne incoraggiano le doti di ritrattista. Trova i suoi modelli nella filosofia del momento di Cartier-Bresson e nella poetica dello stupore quotidianodi Vivian Maier (una Wislawa Szymborska della fotografia).
Da qui nasce il progetto “Attraverso”, 21 fotografie accomunate da scelte consapevolmente antimoderne: il bianco e nero come congelamento del tempo, lo scarso ricorso alla postproduzione, la stampa quadrata piuttosto che rettangolare. Nelle foto, il soggetto umano, ignaro della camera, è colto nell’immediatezza spontanea della vita urbana. Un inganno, ma col fine di offrire un documento psicologico, valorizzato dall’attenzione ai volti e alle luci.
A riverberare l’inganno, in un gioco barocco di riflessi che spesso coinvolge l’autrice stessa, ci pensano specchi e superfici riflettenti, che danno alle figure una consistenza fantasmagorica, quasi si dissolvessero nelle cose: pur partendo dal dato realistico, la realtà è destrutturata dall’interno. Ballerina di formazione, un incidente la costringe a lasciare l’attività del ballo. Camilla Trani travasa nella fotografia la tensione all’arte: la repentinità di questo cambiamento è il tema del suo nuovo progetto.

La storia è stata raccontata da Simone Ungaro, scrittore

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