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MONUMENTREES

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Foto di Antonio Barrella
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Il paesaggio vince sempre, e i suoi segni sono i pretesti per raccontare qualcosa che riguarda l’uomo, i suoi movimenti nello spazio e il suo stare nel mondo. Quando ancora l’uomo non era in grado di modificarlo, erano gli alberi che componevano il paesaggio, costellandolo di monumenti naturali, ritenuti sacri.

Spesso dimentichiamo che quegli stessi alberi hanno un valore naturalistico gigantesco, che parla della storia dei luoghi che abitano quanto le chiese, i musei, le città. Sono cose che Aurelio e Mauro conoscono benissimo. Entrambi da anni nel settore botanico e agrotecnico, il loro progetto ha come scopo onorevole la catalogazione, lo studio e la difesa degli Alberi Monumentali presenti sul territorio.

Io non sapevo niente di Alberi monumentali, così chiedo lumi ad Aurelio. «Un albero monumentale è un albero che ha una storia riconosciuta e documentata. Prima era solo una questione di età, ma nel 2013 la legge è stata ampliata, riconoscendo al patrimonio arboreo anche i valori prettamente letterari, religiosi, storici o cinematografici» mi dice. «Per farti un esempio: cerca su internet il Castagno dei cento cavalli. Ecco, quello è un albero monumentale».

Monumentrees offre alle amministrazioni pubbliche un aiuto indispensabile nella certificazione del carattere di monumentalità degli alberi e nella loro catalogazione, contribuendo dunque a far conoscere al pubblico il valore del territorio, promuovendone la storia. Attraverso una specifica applicazione anche il singolo cittadino potrà contribuire alla mappatura degli alberi, in modo che si possano costruire percorsi tematici fruibili anche dall’indotto turistico.

Il sogno di Monumentrees è quello di porsi a difesa degli alberi monumentali d’Italia, prendendosene cura e cercando di conoscerli, riempiendo il vuoto normativo e mettendosi al servizio delle istituzioni e della legge che, almeno nelle intenzioni, permetterà una conservazione sempre maggiore di uno dei più grandi tesori d’Italia: il suo paesaggio.

La storia è stata raccontata da Matteo Trevisani, scrittore.

- SPAZI E LAVORI -