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Arte e performance ad Acquapendente

Arte e performance ad Acquapendente
Arte e performance ad Acquapendente
a spasso tra le opere dell’Urban Vision Festival
Arte e performance ad Acquapendente
Arte e performance ad Acquapendente

Ad Acquapendente, comune del viterbese di quasi 5.000 abitanti, esiste un Festival che porta l’arte nelle piazze, sprigionando con un’esplosione artistica dirompente colori e creatività sulle facciate di palazzi, nelle strade e nei vicoli del centro storico.
Il Festival è quello di Urban Vision e, ad idearlo, è stata l’associazione Dark Camera che, grazie allo stimolo di Riccardo Crisanti e Daniele Antonaroli e al supporto dell’amministrazione comunale,  ha potuto realizzare un’iniziativa in grado di coniugare attività turistiche e culturali aprendosi alla possibilità di innovazione e sviluppo economico. Urban Vision Festival è anche tra i vincitori del Contest “100 storie di creatività del Lazio” 2017 .

Durante i due giorni dell’evento, che quest’anno sarà dal 7 all’8 luglio, Acquapendente si anima attraverso la realizzazione di murales e installazioni, con forme di dialogo percettivo che costringono i visitatori a confrontarsi con diverse realtà, forme di arte, idee, opinioni e provocazioni. Non solo, gli abitanti sono portati ad interagire quotidianamente con artisti nazionali e internazionali, superando anche barriere linguistiche e generazionali. Tra le installazioni di questi anni è da ricordare quella realizzata da Marco Nasini con una scia di tessuti colorati intrecciati all’interno del Chiostro di San Francesco o la performance coinvolgente del Teatro Boni con videoinstallazioni, luci e suoni.

Il percorso si snoda tra le opere, imperdibili, realizzate durante le diverse edizioni dell’Urban Vision Festival, opere divenute vero patrimonio di Acquapendente.

DANIEL EIME
I murales di Acquapendente sono di grande impatto e il nostro percorso inizia da uno dei più celebri. Sul palazzo di via Cesare Battisti, nelle prossimità del chiostro di San Francesco, spicca l’opera di Daniel Eime, artista portoghese, in grado di saper alternare armoniosamente immagini realistiche ad elementi astratti.

LA ROUILLE, KADMEIA, CHECKOS
Percorrendo tutto via Cesare Battisti fino a via del Seminario, si trova per prima l’opera di La Rouille. artista francese autodidatta e a seguire quella di Kadmeia nei lavatoi in Pineta. Da qui, svoltando per via Oriolo, sul muro delle tre cantine, troviamo il bellissimo murales di Checkos, con la sua tipica arte di fondere tecniche diverse.

ALESSANDRA CARLONI E MAX PETRONE
Da via Oriolo, prendiamo vicolo del Pavone, attraversiamo via Ascanio Sforza per arrivare in via del Rivo dove troviamo il murales della street artist romana Alessandra Carloni. Lei stessa lo ha così descritto: “un limbo di sogno meccanico, fatto di ingranaggi, spicchi di luce, geometrie esistenziali che invitano lo spettatore a riconoscersi in questi spazi temporali di attesa”.  Risalendo in via di Cantorrivo, ci si imbatte nel murales di Max Petrone, “Red roses”, realizzato nel 2015 sulle tre facciate dell’ex stamperia.

FRANCISCO BOSOLETTI
Chiudiamo il nostro percorso in vicolo degli Orti con l’opera dell’artista argentino Francisco Bosoletti, “Desarraigo”, un’intera facciata con figura di donna realizzata con pennellate vigorose e colori tenui. Il murales rispecchia l’animo poetico dell’artista, laddove la figura del corpo umano prende il controllo sull'ambiente circostante.

 

- LE OPERE -
Opera di Daniel Eime
Opera de La Rouille
Opera di Kadmeia
Opera di Checkos
Opera di Alessandra Carloni
Opera di Max Petrone
Opera di Francisco Bosoletti