SEGUICI SU
Indietro

Appunti di una Generazione #2

Appunti di una Generazione #2
Appunti di una Generazione #2
Pietrella e Spaziani arrivano al MACRO
Appunti di una Generazione #2
Appunti di una Generazione #2 | Pietrella e Spaziani arrivano al MACRO

Come due artisti made in Italy riescono attraverso l’arte a indagare sul tempo che scorre? La risposta è nel ciclo di mostre organizzato al MACRO, “Appunti di una Generazione #2”, progetto che presenta i più interessanti nomi del panorama artistico italiano degli anni ’90. Questa volta è il turno di Federico Pietrella e Donatella Spaziani, artisti legati da un comune denominatore: la ricerca sul tempo. La mostra, a cura di Costantino D’Orazio,  rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 15 maggio.

Pietrella e i suoi timbri datari
Federico Pietrella ha scelto una maniera del tutto singolare per rappresentare il tempo: è il timbro datario a contraddistinguere i lavori dell’artista romano trapiantato a Berlino. Le sue immagini sono un tripudio di timbri che lasciano impressa sulla tela la data in cui sono stati ‘incisi’. Il tempo viene fissato in modo indelebile sull’opera per ricordare il momento in cui essa ha preso forma. Una memoria vivida, che non si potrà più modificare. Sono poi le sfumature prodotte dalla diversa pressione delle timbrature a definire i volumi delle figure dei lavori di Pietrella.  Oltre a queste opere, una serie di carboncini analizzano il rapporto tra tempo e immagine.

Spaziani, il tempo oltre la fotografia
Donatella Spaziani  usa la fotografia per imprimere nella memoria momenti del suo passato che rappresentano fasi fondamentali del suo percorso artistico. Il risultato è una serie di immagini che raccontano a ritroso istanti preziosi della sua storia personale; scatti incastonati in un oggetto cult: la tv. Sono infatti una serie di vecchi televisori a fare da cornice a questo viaggio nella vita della Spaziani e dei suoi numerosi spostamenti. Nata a Ceprano e diplomatasi all’Accademia di Belle Arti di Roma, l’artista ha fatto del viaggio un inseparabile compagno di vita: all’estero ha vinto numerose borse di studio, come quella per l'Omi, International Artists Residency di New York,  e "La Seine", programma di ricerca per le arti visive dell'École Nationale Supérieure des BeauxArts di Parigi, o esposto le proprie opere, come ad esempio a Shangai in occasione dell’Expo Universale 2010 nell'ambito della mostra "Piazze di Roma", a cura di Achille Bonito Oliva.

Il corpo umano e lo spazio che lo circonda
Ma anche il corpo è un importante elemento di indagine della Spaziani che pone l’attenzione su  come una sagoma possa relazionarsi con lo spazio circostante. Un corpo che a volte, come nel caso degli animali, viene privato di qualsiasi fonte vitale e diventa nell’opera dell’artista mera unità di misura dello spazio. Una denuncia che prende la forma di pellicce di animali poggiate su alcuni tavoli, perché ormai trasformate in mere superfici esterne. Pellicce che sono anche al centro di una serie di dipinti, in cui l’artista cerca di rappresentare il tentativo di avvicinamento tra il corpo umano e quello animale e quindi alla natura.

Immagini Correlate