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Matteo Brogi

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animali urbani
Matteo Brogi
Matteo Brogi

Un impressionista nell’era del digitale, un amante della street art con uno studio di grafica. Così si presenta Matteo Brogi, classe 1986, un giovane creativo romano che ha saputo conciliare passione e lavoro in un unico concept: l’arte. E di strada ne ha fatta, nonostante non abbia compiuto ancora 30 anni: mostre, festival, quadri e murales. Questo in breve il curriculum firmato Brogi .

Quando è iniziata la tua passione per l’arte e la pittura?
È iniziata nel periodo del liceo con i graffiti, poi si è trasformato in studio con lo IED, e ora in lavoro con l’apertura tre anni fa dello studio di grafica ‘Polpo’, insieme a un altro socio.

Pittura o street art? Cosa vince nel cuore di Matteo Brogi?
Direi entrambe. La street art è una forma di espressione della pittura che ora sta prendendo piede anche in Italia. Diciamo che il mio stile è un mix dei due elementi.

Parlaci di più della tua pittura. A chi ti ispiri e cosa disegni?
Sono un istintivo, quindi non uso sempre lo stesso stile nei miei lavori. Mi piace però rifarmi al Puntinismo e all’Impressionismo come forma di pittura. I soggetti che rappresento maggiormente sono gli animali, anzi esseri umani sotto forma di animali in situazioni di vita quotidiana. Quello che cerco di far trasparire dalle mie opere è l’uomo come animale sociale, con tutte le sue debolezze e fragilità. Un essere quasi compresso dalla vita e dalle regole di ogni giorno che bloccano i suoi istinti naturali, quelli animaleschi. Insomma in un concetto: un animale ‘urbano’.

Come sei riuscito a trasformare la tua passione in realtà lavorativa?
Dopo lo IED ho aperto uno studio di grafica insieme a un altro socio, Leonardo Maltese, e siamo riusciti a farci conoscere grazie al passaparola. Piano piano, sono partiti i primi progetti che ci hanno portato a lavorare anche per tv, web e teatri .

E come pittore? Chi sono i tuoi clienti?
Non lavoro sempre e solo per commissione. Mi piace dipingere per me stesso in primis; ho comunque una clientela tendenzialmente giovane e sono riuscito a farmi conoscere anche attraverso un video postato sui social. Un video in cui un mio amico comico prendeva in giro l’arte, che in quel contesto era proprio la mia.

Qual è stata fino ad ora la tua più grande soddisfazione?
Ce ne sono diverse in realtà. Dalla vittoria a un festival importante come il MarteLive alla partecipazione al concorso dedicato alla street art che lo scorso anno si è svolto a Ventotene. Poter dipingere sui muri del porto e delle case di un posto di mare è una bellissima esperienza che spero di poter ripetere anche quest’anno.

E le difficoltà?
Sono quelle di chiunque cerchi di lavorare nel campo artistico. È difficile vivere di sola pittura. Spesso poi accade che le persone non diano il giusto valore alle tue creazioni, che minimizzino i tuoi sforzi proprio perché si tratta di un mestiere legato alla creatività, senza rendersi conto che dietro a ogni quadro c’è tanto lavoro e impegno. E che si tratta ogni volta di un pezzo unico nel suo genere.

Come vedi il tuo futuro? Hai dei progetti in cantiere?

Sicuramente più di uno. Ma quello che più di ogni altra cosa mi piacerebbe fare nella vita è girare il mondo e dipingere sui muri delle diverse città e realtà urbane incontrate lungo il mio cammino.

- SPAZI E LAVORI -
Lo trovi qui: Via del Vascello, 32- 00152 Roma
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