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AMELIA DI CORSO

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Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
AMELIA DI CORSO
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Un giorno, quello del compleanno di Ilse. Un salotto, il suo. Una famiglia riunita per l’avvenimento, intenta a preparare la torta Sacher. Otto individui, un agglomerato eterogeneo sotto lo stesso tetto di una donna-nonna-madre dall’oscuro passato. Basta una scintilla incandescente, innescata dal nipote e carica di non detti, perché il calore di un dolce si trasformi nel freddo campo di battaglia delle parole. Il mito è accettato come sacro e inscalfibile tabù perché crea coesione tra gli individui appartenenti allo stesso nucleo, ogni attacco viene arginato in quanto lesivo dell’identità. Il rito familiare del compleanno, di cui scrivono Maurizio Andolfi e Claudio Angelo (in “Tempo e mito della psicologia familiare”) come elemento rappresentativo del mito familiare (racconti, segreti, leggende familiari) ha una funzione di mantenimento o di potenziale cambiamento (scintilla incandescente). “Sachertorte”, testo e regia per il teatro di Amelia Di Corso, è la prima riunione della compagnia Teatro L’Avvelenata, gruppo di attori, musicisti, registi e drammaturghi. La storia che portano in scena prova a ribaltare il “punto di vista” sulla Storia, in particolare sulla Shoah, dando voce a una famiglia tedesca accerchiata intorno a una grande madre. Il Teatro all’interno del progetto “Saper pensare… per poter essere” propone la pièce alle classi del triennio dei licei e degli istituti superiori perché “è un input a una discussione guidata, volta a insegnare ai ragazzi come si formula e si espone una tesi, come si prende in considerazione il punto di vista altrui”, affermano i curatori. “Sachertorte” è stato selezionato tra i finalisti del premio Scintille 2016. La compagnia ha inoltre realizzato una versione cinematografica dello stesso testo con regia di Leopoldo Medugno.

La storia è stata scritta da Maria Teresa Sammarco, scrittrice.

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