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AMAHRA

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Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
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Martina, Marilena e Chiara. Cucendo insieme i loro nomi nasce Amahra. La trama della loro amicizia crea un tessuto di relazione che diventa brand. Si incontrano negli scampoli di tempo da neo mamme, spingono carrozzine mentre fanno jogging e rincorrono un’idea: mettere insieme le loro professionalità e realizzare borse uniche. In un dolce pomeriggio, tra madeleine calde e tè fumanti, scelgono di mostrare le prime realizzazioni a qualche amica. In quel raffinato locale di Prati è presente, per caso, Cristina Parodi, che ne sceglie una per caratterizzare il suo outfit. Quell’incontro accelera la corsa degli eventi. La popolarità della conduttrice, che si ritrae in foto con una bellissima borsa con le ruches - una striscia di pelle morbida come un’onda, ornamento e dettaglio visivo che rende la borsa un perfetto complemento casual chic – si tramuta in popolarità del neonato brand. La shopper è la loro prima borsa, quella che rappresenta l’inizio di una produzione che si amplia nelle dimensioni - mini, midi, maxi – e nei modelli, pochette, zaino, tracolla. L’unione di personalità preziose si rispecchia nella sovrapposizione bicromatica del pellame. Nelle borse Amahra confluiscono diversi modi di essere donne delle ideatrici - madri, professioniste, creative ma soprattutto amiche - che scelgono di accostare colori intriganti senza mai perdere la tenerezza e l’eleganza, esaltata dal vitello nappato morbido e dallo scamosciato. Materiali di alta qualità modellati da una produzione rigorosamente made in Italy, capace di celebrare la qualità dell’artigianato. Amahra, come tutte le creature, contiene lo spirito di chi l’ha generata. Le borse si adattano a ogni sfumatura di femminilità, sono opere d’arte e moda intessute di passione vera, estro creativo e amicizia.

La storia è stata scritta da Elisa Cappai, scrittrice.

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