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ALESSIO FRATINI

ALESSIO FRATINI
ALESSIO FRATINI
Foto di Antonio Barrella
ALESSIO FRATINI
ALESSIO FRATINI

In un mondo dalle tinte forti, dalle distinzioni nette e trancianti, le sfumature sono merce rara: il chiaroscuro, l’attenzione ai dettagli, il modo in cui un colore può diventare altro da sé rimanendo se stesso. «Credo che le modulazioni cromatiche siano la prima cosa che ho fatto. Non mi ricordo nemmeno come, ho solo l’immagine di me, chiuso a chiave su un disegno, a riprodurre opere con le “sfumature” – termine naif per chiamare questa pratica, ma al quale tengo proprio perché mi fa pensare alla mia infanzia».

Alessio Fratini non ricorda nemmeno un giorno della sua vita in cui non abbia disegnato, per questo ha deciso di seguire il suo talento e, dopo il liceo artistico, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma, migliorando le tecniche e sperimentando nuove forme d’arte. Mi racconta che è passato attraverso la pittura, la ceramica, le incisioni, i dipinti su stoffa, prima di tornare esattamente al punto da cui era partito: il disegno – mezzo con cui ha vinto concorsi e trovato contatti con una galleria di Londra.

Principalmente su carta e cartoncino, le opere di Alessio sono disegni in stile figurativo realizzati con matite e pastelli che si ispirano a romanzi, favole, statue romane. Il tempo dedicato a ogni particolare di questi pezzi unici, che il più delle volte sono di grandi dimensioni, è un tempo in cui Alessio è chiuso a chiave non solo sul disegno ma anche in se stesso, in un isolamento artistico e di pensiero che è tanta parte di lui, ma non tutto. L’altro suo estro lo ha sviluppato facendo il costumista in campagne pubblicitarie e lavori di decorazione su tessuti per committenti come La Scala di Milano.

Una parte, questa, che è la più istintiva, la più aperta, quella in cui l’astrazione dà libertà.

Per uno che ama così tanto le sfumature è stato naturale pensare di fondere e contaminare, modulando cromaticamente le due diverse tinte del suo talento fino a creare le “Art-shirt”, magliette in cui stampare le proprie opere, unendo tessile e disegno, con un nota pop.

La storia è stata raccontata da Elisa Casseri, scrittrice.

 

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