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ALESSANDRO LAMORATTA

ALESSANDRO LAMORATTA
ALESSANDRO LAMORATTA
Foto di Antonio Barrella
ALESSANDRO LAMORATTA
ALESSANDRO LAMORATTA

Alessandro ha studiato con alcuni dei più grandi chitarristi della scena contemporanea.

Il suo amore per questo strumento è talmente viscerale che la sua aspirazione è quella del virtuoso.

Ascoltatore forsennato di compositori e arrangiatori di tutto il mondo, il grande sogno di Alessandro è quello di comporre musica dello stesso genere, fare un cd, in cui il suo virtuosismo chitarristico possa esprimersi alla massima potenza.

Ma il suo desiderio deve adattarsi alla contemporaneità, purtroppo non pronta ad accettare un prodotto duro e puro come quello dei progetti di Alessandro, che però non demorde e non si scoraggia.

A volte l’intransigenza è nemica della realizzazione di un sogno, ma lui procede con tenacia.

Dai cambiamenti, dai contrattempi, dalle esigenze dissonanti nascono le migliori contaminazioni.

In questo caso ci troviamo di fronte a un perfetto musicista degli anni ‘80, ma col volto di un trentenne, che scopre e fonde la musica elettronica col suo sound originale di rocker.

Alessandro apre il suo sogno a nuovi linguaggi e a sperimentazioni musicali e scopre attraverso la Livid Instruments, un’azienda statunitense, un guitar wig, un controller midi specifico per chitarre, che produce suoni elettronici.

Il guitar wig, una specie di pulsantiera, si colloca sul body della chitarra.

La relazione tra le due sonorità consente di integrare due generi, creando sonorità sperimentali: si può inventare qualcosa di diverso, un rock strumentale con basi dubstep. Insomma, un Buckethead moderno con sonorità alla Skrillex.

Alessandro Lamoratta vive di musica e di suoni e tra questi non ci sono né gerarchie né alto e basso; i suoni si mischiano, si incontrano e producono altri suoni.

La musica di Alessandro Lamoratta è puro libero amore senza alcuna militanza.

La storia è stata raccontata Nicola Ingenito, scrittore.

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