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ALESSANDRO FERRANTE

ALESSANDRO FERRANTE
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Foto di Antonio Barrella
ALESSANDRO FERRANTE
ALESSANDRO FERRANTE

L'incisione diretta di musica su vinile è una vertigine, un vortice che si snoda attraverso un solco continuo che segna le tracce una per una, in un processo artigianale affascinante e complesso.

Me lo ha spiegato Alessandro Ferrante, ventinovenne di Sora, provincia di Frosinone, che dopo un passato da grafico e musicista ha deciso di puntare su quello che definisce l'unico vero supporto analogico: il disco in vinile, appunto.

«L'idea è nata quando ho fatto un disco con la mia band, The White Walrus, e ci siamo interfacciati con il mondo della produzione dei vinili; ma il collezionismo è nato molto prima, dallo stereo anni '80 che avevo in casa, con le casse grandi, la piastra e una biblioteca di vinili, vasta come può esserlo quella dell’ultimo di 4 fratelli con una passione smisurata per la musica».

C'è voluto un anno di ricerca per, capire i materiali, sperimentare e scegliere il macchinario, ma è stato grazie a questo e alle altre professionalità di Alessandro se sono arrivati subito i risultati, con collaborazioni con etichette come MarteLabel o la belga N.E.W.S. Records e artisti come Gianluca De Rubertis, Roberto Dellera e André Brasseur.

La Mr Vertigo Vinyl Records si attesta tra le poche realtà piccole in Italia che si occupano della creazione di vinili, unica nel centro-sud, e ha la speranza di aiutare e sviluppare l'ondata che ha fatto rinascere il mercato del vinile.

«Per ora sono io, ma quando ne parlo dico sempre noi», mi ha detto Alessandro per spiegarmi le sue ambizioni future. Al contrario dell'incisione di un disco, in cui la vertigine si stringe fino a chiudersi, la spirale della passione va nel verso opposto: si espande.

La storia è stata raccontata da Elisa Casseri, scrittrice.

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