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AGNESE SBAFFI

AGNESE SBAFFI
AGNESE SBAFFI
Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
AGNESE SBAFFI
AGNESE SBAFFI

Ne La ricerca del tempo perduto, Proust immerge una madeleine nel tè e il sapore lo riporta a una domenica mattina della sua infanzia. Così, la ricerca di Agnese e Roberta è volta a individuare un oggetto che sia capace di creare un contatto tra le persone e i loro ricordi. Agnese ha studiato all’Istituto Superiore di Fotografia, dove Roberta lavora; si conoscono così, poi collaborano in uno studio collettivo al Pigneto. Durante la gravidanza Roberta, curiosando tra gli oggetti del bisnonno, trova una scatola colma di fotografie e gadget editoriali: soldatini di carta, cartoline sovrapposte che scoprono l’una la storia dell’altra. In questa ricerca lei e Agnese sono spesso insieme e si rendono conto di quanto sia difficile, oggi, conservare i ricordi. “Abbiamo infiniti video e foto ma non sono parte del ricordo. Proviamo piacere nel farli, non nel conservarli, e li perdiamo”. Decidono, così, di trovare una comunicazione tra due linguaggi diversi: il digitale, irrinunciabile contenitore moderno, e la carta, materiale ancora inimitabile per costi, capacità di rendita e – paradossalmente - per la durata nel tempo. “Cercavamo un modo per bloccare i file che produciamo di continuo su oggetti di carta da conservare”. A tal fine “Madeleine.jpg” fa rivivere i giocattoli ottici di fine 800: il biglietto da visita è un piccolo “fenachistoscopio” (vi invito a scoprire cos’è!) mentre il prodotto più venduto è il “Flipbook”, un blocchetto personalizzato delle dimensioni di uno smartphone che contiene fotogrammi tratti da un supporto digitale. Il progetto – che ha già avuto grande successo alla Maker Faire - vuole aiutarci con la ricerca del nostro tempo perduto, in un elogio della malinconia, permettendoci non solo di vedere i ricordi ma anche di toccarli e conservarli.

La storia è stata raccontata da Anna Giurickovic Dato, scrittrice.

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