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Abbazie del Lazio

Abbazie del Lazio
Abbazie del Lazio
Alla scoperta di luoghi suggestivi e ricchi di storia
Abbazie del Lazio
Abbazie del Lazio

Le Abbazie del Lazio: scopriamo insieme questi luoghi ricchi di fascino, cultura, religione immersi nel cuore di alcuni dei comuni più antichi della Regione delle Meraviglie.

Abbazia di Casamari
La fondazione dell'abbazia di Casamari risale al II millennio quando fu avviata la costruzione di un monastero sulle rovine di Cereate, patria del console romano Caio Mario. Verso la metà del XII secolo i monaci benedettini furono sostituiti dai cistercensi i quali, in un arco relativamente breve di tempo, edificarono l'attuale monastero, gioiello di architettura cistercense. Dopo un periodo di splendore, a partire dalla metà del XIV secolo Casamari si avviò ad un lento declino fino a quando nel 1717 vi fu introdotta una colonia di monaci cistercensi riformati, detti Trappisti, provenienti da Buonsollazzo in Toscana, i quali ridiedero impulso alla vitalità spirituale, culturale e materiale del monastero. In età napoleonica e nel corso dell'800, Casamari subì invasioni, saccheggi, incendi e spargimenti di sangue. Spogliata dei suoi beni nel 1873 in seguito alle leggi di soppressione, l'abbazia, nell'anno successivo, fu dichiarata monumento nazionale. Nel 1929 Casamari, insieme ai monasteri da essa fondati, è stata eretta in Congregazione monastica autonoma, aggregata all'Ordine cistercense. 

Abbazia di Montecassino 
L'Abbazia di Montecassino è stata realizzata sulla montagna scelta nel 529 da San Benedetto per costruire un monastero che lo avrebbe ospitato. Il paganesimo era ancora presente, ma riuscì a trasformare questo luogo in un monastero Cristiano ben strutturato dove ognuno potesse avere la dignità che meritava, attraverso la preghiera e il lavoro. Nel corso dei secoli l'Abbazia ha conosciuto molte volte magnificenza e distruzione, ed è sempre rinata più forte dalle sue rovine. Nel 577 la distrussero i Longobardi, poi nell'887 i Saraceni. Nel 1349 ci fu un terrible terremoto e nel febbraio 1944 un bombardamento la rase quasi al suolo. E' la fedele ricostruzione dei ventimila metri quadrati quella che si vede percorrendo l'autostrada A1. Sulla vetta della montagna, alta 520 metri, il monastero si vede facilmente anche da lontano, e diventa così un punto di riferimento ben preciso della zona.

Abbazia di Farfa
Nel cuore della Sabina c’è un posto magico, immerso in un borgo davvero da favola: l’Abbazia di Farfa. Luogo spirituale e profondo, sorge ai piedi del monte Acuziano, nella zona di Fara Sabina, e si trova a pochi passi da Roma. L’abbazia si trova in un luogo quasi incantato, un borgo dall’atmosfera speciale e magica. Molto più di una chiesa, è un vero inno alla serenità, alla supremazia della natura, alla bellezza del contesto verdeggiante a cui non possiamo fare altro che ammirare e contemplare.

Abbazia di Fossanova
L’Abbazia di Fossanova è uno degli esempi più significativi dell’arte gotico cistercense in Italia. Costruita sui ruderi di una villa romana di età repubblicana, fu dapprima monastero benedettino e successivamente, per volere di Innocenzo II, fu concessa ai cistercensi che la edificarono nelle forme attuali.

Abbazia di Valvisciolo 
Edificata in rigoroso stile romanico-gotico-cistercense, l'Abbazia di Valvisciolo è uno dei massimi capolavori del genere della provincia dopo l'abbazia di Fossanova. La tradizione vuole che questa abbazia sia stata fondata nel XII secolo da monaci greci e sia stata occupata e restaurata dai Templari nel XIII secolo. Quando nel XIV secolo questo ordine venne disciolto subentrarono i Cistercensi. A questa abbazia è legata una leggenda medioevale, dove si narra che nel 1314, quando venne posto al rogo l'ultimo Gran Maestro Templare, Jacques de Molay gli architravi delle chiese si spezzarono. Ancora oggi, osservando attentamente l'architrave del portale principale dell'abbazia, si riesce a intravedere una crepa. Gli indizi della presenza Templare sono costituiti da alcune caratteristiche croci: nel primo gradone del pavimento della chiesa, nel soffitto del chiostro e quella più famosa di tutte scolpita nella parte sinistra dell'occhio centrale del rosone, venuta alla luce nei restauri di inizio secolo. In tempi recenti, sul lato occidentale del chiostro, abbattendo un muro posticcio, sono venute alla luce, graffite sull'intonaco originale, le cinque famose parole del magico palindromo: SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS, con la variante, sinora un unicum, che le venticinque lettere sono disposte in cinque anelli circolari concentrici, ognuno dei quali diviso in cinque settori, in modo da formare una figura simile ad un bersaglio.

Abbazia di San Magno 
A metà strada fra Monte San Biagio e Fondi, in provincia di Latina, all’interno del Parco Regionale degli Ausoni si erge il monte Arcano: ai suoi piedi il Monastero San Magno, sulla sua sommità il Santuario della Madonna della Rocca, che delimitano il Campo Demetriano degli antichi romani, la Valle dei Martiri dei cristiani.Fu infatti nella seconda metà del III secolo che questi luoghi furono teatro di un episodio della più feroce delle persecuzioni degli imperatori di Roma, quella di Decio. Un numero straordinario di cristiani, con San Magno e San Paterno, che si rifugiavano negli anfratti del monte per sfuggire all’esecuzione dell’editto, scoperti, testimoniarono la loro fede sacrificando le loro vite. I resti dei martiri furono custoditi per secoli nell’edificio romano che sorgeva sulla sorgente del fiume Licola. Il luogo del martirio fu presto oggetto di venerazione e molti seguaci della nuova religione vi si ritiravano in solitudine, favoriti dalle condizioni ambientali di questa felice contrada. Fintanto che Onorato, come testimonia papa Gregorio Magno dei suoi Dialoghi, nei primi decenni del VI secolo costituì in quel luogo una vera e propria comunità dedita alla preghiera e al lavoro. In seguito il monastero, seguendo la regola benedettina, dipenderà da Montecassino.

 

- LE OPERE -